Archivio mensile:marzo 2011

Peggio di Cetto

Quando Berlusconi scende dall’aereo, i disperati già avanzano sul molo in fila indiana, ciascuno con la mano sulla spalla dell’altro, “una mano sola per evitare l’effetto trenino” mi ha spiegato un funzionario degli Interni. Sono immagini che testimoniano l’umiliazione di uomini ardimentosi. Quasi tutti i primi piani li mostrano con le palpebre semichiuse forse perché non riescono più a vedere lontano. Ai lati, per tenerli in riga, ci sono i poliziotti con i guanti di gomma e le mascherina sulla bocca per proteggersi dal male fisico, per non entrare in contatto con la sofferenza dei corpi che, proprio come aveva ordinato Bossi, si stanno togliendo dalle balle.

Francesco Merlo, La Repubblica. Il resto qui.

Verrai a trovarmi d’inverno

Leggetelo, perchè è davvero molto bello.

C’è dentro il dolore, l’amore, la famiglia, l’abbandono, il ritorno. Ci sono i lati oscuri della nostra esistenza, della nostra anima e del nostro cuore con i quali bisogna fare i conti, prima o poi . Innanzitutto con se stessi, quando se ne trova il coraggio e la forza. E poi ci sono le persone della tua vita. Quelle della tua famiglia, qualunque essa sia. E quelle che non ti abbandoneranno mai, una volta che le hai trovate. E poi abbiamo tutti un trombone in casa da riporre in cantina.

Fuori dalle palle!

È la ricetta semplice semplice del MINISTRO Bossi per risolvere l’emergenza di Lampedusa.

Ciò che contìnua a stupirmi è la propensione a farsi prendere per il sedere degli elettori della Lega, che da anni continuano a votare per un partito che prima crea i problemi, poi non li risolve per poter continuare a chiedere il voto per risolvere quei problemi che loro stessi hanno creato. È l’equazione di cui parla anche Pippo. Prima o poi tutto questo finirà.

Officine PD

Bersani lancia la scuola del PD. Vabbè, non sarà proprio una riedizione della scuola di Frattocchie, però sicuramente c’è bisogno di competenze, in politica. Non dico che chi si occupa di cosa pubblica debba essere onniscente, però avere un minimo di cognizione di causa, questo si. Detto ciò, però un paio di dubbi mi restano. Il primo è il metodo di selezione. Ma con quale criterio i segretari regionali scelgono i fortunati? Non è che saranno scelti solo i fedeli al capo? Non è che rischiamo di creare una “classe dirigente” (si, vabbè) di yesmen? Visto quello che succede nella vita quotidiana del partito, la domanda, come dire, sorge spontanea. Secondo. Passi per l’argomento istituzioni; ma su comunicazione, riforme, federalismo, che cacchio sarà insegnato ai giovani dirigenti, visto che su ‘ste cose non lo sa nemmeno il PD che pesci prendere? Terzo: la tuta. La tuta no, vi prego!!!!

Ius soli, subito.

Oggi, ci dicono le Acli, vivono in Italia 520mila minorenni nati qui da genitori stranieri. Sono il 60 per cento dei minori stranieri residenti: sono i nativi italiani, il 7 per cento della popolazione scolastica. Questa è l’Italia in cui viviamo, non più quella di “Nuovomondo”. Proviamo ad osservarla, esercitando ragione e sentimento. Proviamo a fare delle leggi che non siano dettate solo dalla paura. Proviamo a guardare in faccia Yeabsera, figlio del mare di Lampedusa, e a dirgli benvenuto al mondo, dono di Dio.

Concita de Gregorio. Il resto qui.