Archivio mensile:giugno 2011

Fuori dalle palle!

Se a qualcuno nel PD venisse ancora la voglia di considerare la Lega Nord come interlocutore per fare una qualsiasi riforma, foss’anche la regolamentazione dei cessi pubblici, o l’allevamento della faina, si rileggessero la cronaca della giornata, gli insulti profferiti nei confronti di una intera città e l’altissimo senso di responsabilità dimostrato da Bossi & Co.

Ecomafie a Minturno

Tratto da Latina Oggi.

Minturno nell’occhio del ciclone secondo l’annuale rapporto sulle ecomafie stilato da «Legambiente Lazio» e pubblicato in questi giorni. Giorni nei quali il Comune di Minturno non sembra trovare pace. Dopo la disfatta dell’amministrazione Galasso, caduta nei giorni scorsi con la conseguente gestione amministrativa passata nelle mani del commissario prefettizio Vincenzo Greco, la città si trova a dover fare i conti con due dei peggiori reati ambientali, legati alla dilagante infiltrazione della criminalità organizzata, contestatigli dall’associazione ambientalista: l’abusivismo edilizio e il ciclo dei rifiuti. «Nel Lazio – ha dichiarato il presidente della sezione laziale di Legambiente Lorenzo Parlati – crescono i reati legati allo smaltimento illecito dei rifiuti e sono saldamente elevati quelli per il cemento illegale, una triste conferma di una illegalità troppo diffusa e di una pericolosa ascesa della criminalità organizzata troppo spesso legata con le amministrazioni locali, ben oltre i livelli di guardia, soprattutto nel sud pontino. Mafie o no – si continua a leggere nel rapporto – la cronaca recente è zeppa di storie riguardanti provvedimenti giudiziari legati al ciclo dei rifiuti con imprenditori e funzionari pubblici solleticati dalla prospettiva di guadagni facili come a Minturno, dove lo scorso 25 ottobre la Guardia di finanza di Formia ha eseguito sette arresti per truffa e frode in appalto pubblico: due imprenditori di Cassino, due di Minturno e tre funzionari pubblici del Comune di Minturno (ai quali va aggiunto il consigliere regionale Romolo Del Balzo, ndr). L’indagine – ricorda la relazione di Legambiente – era iniziata nell’agosto del 2008 con il sequestro di due aree di circa 30mila metri quadri usate illegalmente per lo stoccaggio e lo smaltimento di circa 84 tonnellate di rifiuti industriali: tra cui oli e altri liquidi tossici sversati dentro una cisterna profonda cento metri e situata a breve distanza dal fiume Garigliano». Ma non è finita qui. Perchélo scenario geopolitico profilato dal rapporto s’incupisce ancor di più per Minturno. Infatti, nell’intero documento l’unica classifica nella quale la Provincia di Latina supera tristemente la capitale laziale tra i reati mafiosi legati all’ambiente è quella sul ciclo del cemento, nel cui commento si legge: «Il sudpontino si rivela una delle zone più ambite per lavare e ‘reinvestire’ denaro sporco, soprattutto in immobili con affaccio sul mare. Nell’ambito infatti dell’operazione ‘Arcobaleno’ del 24 marzo 2010, coordinata dalla Dda di Napoli contro il clan Mallardo e conclusa con l’arresto di 11 persone e la denuncia di altre 77, vengono sequestrati beni per oltre 400 milioni di euro, specie nel Lazio, e in particolar modo finiscono sotto i sigilli terreni, fabbricati e attività commerciali proprio di Minturno, oltre che di Fondi, Sabaudia e Latina».

Ultime dalla Val di Susa

Jacopo ed altri amici ci aggiornano sulla situazione in Val di Susa. Con saggezza e pragmatismo. Quando si dice andare oltre la cronaca governativa e la vulgata dell’opposizione. 

Gli scontri che si stanno verificando in queste ore tra manifestanti No Tav e le forze dell’ordine, dimostrano una volta di più che sull’Alta Velocità Torino-Lione la politica ha fallito.

Crediamo che i fatti che si stanno susseguendo alla Maddalena siano il triste, ma prevedibile, epilogo di una vicenda che il Governo ha gestito con arroganza e superficialità, escludendo dal tavolo politico di maggio gli amministratori contrari all’opera, e che molti esponenti politici, anche del nostro partito, hanno contribuito a inasprire, invocavano l’uso dell’esercito per favorire l’apertura dei cantieri.

Nel ribadire tutti i nostri dubbi di merito sull’utilità dell’opera sentiamo al tempo stesso la necessità di opporre un rifiuto radicale e irrevocabile verso tutti i linguaggi e i comportamenti che in nome del no alla Tav stanno cercando di impedire una dialettica tra le diverse posizioni in campo, o peggio, come è successo pochi giorni fa, stanno scivolando in atti di violenza e intimidazione.

Da questi modi di approcciarsi al problema della Tav noi prendiamo nettamente le distanze.

Per quel che ci riguarda, vogliamo ragionare su cinque punti:

1. Una linea che non serve. Diversi studi, in primis le risultanze dei lavori dell’Osservatorio tecnico, dimostrano che costruire una nuova linea ferroviaria non risolverebbe i problemi trasportistici del nostro paese. Senza un’adeguata politica di trasferimento del traffico merci da gomma a ferro (che oggi non c’è), la nuova linea si trasformerebbe nell’ennesimo episodio di spreco di denaro pubblico, cosa che in questo momento l’Italia non può permettersi.

2. Rilanciamo il Fare. Quello vero però, non quello strumentale che è stato proposto a fine aprile da Mario Virano.

3. Parliamo di percorso “per fasi” e non “a fasi”. Un percorso strutturale e non temporale. Si proceda alla progettazione e realizzazione del nodo di Torino, vera strozzatura dell’attuale collegamento ferroviario Torino-Lione. Questo intervento permetterà di realizzare il Servizio Ferroviario Metropolitano in grado di fornire una risposta importante per un trasporto pubblico nell’interesse di centinaia di migliaia di pendolari.

4. Nessuna compensazione. La vera “compensazione” sono gli interventi previsti dal Progetto Strategico della Provincia di Torino, provvedendo ad un miglioramento della linea storica e a un potenziamento del servizio per i passeggeri. In soldoni, metropolitana fino ad Avigliana. Tutto questo può essere fatto solo con il consenso della popolazione e delle amministrazioni locali.

5. Rispetto per gli accordi del Progetto Strategico per il territorio interessato dal collegamento ferroviario Torino-Lione è il “pacchetto” di proposte e di sviluppo che è stato predisposto con il coinvolgimento dell’intero sistema istituzionale e dalle rappresentanze sociali.

Ovviamente, per tornare a discutere nel merito dell’opera, chiediamo che cessino immediatamente gli scontri e che il Ministro dell’Interno Maroni si faccia carico della gravità della situazione.

C’è poi un’ultima questione, che riguarda la politica con la P maiuscola. Quella che amministra i territori, che affronta i problemi con serietà ma anche con fantasia e con coraggio, che migliora la vita quotidiana delle persone. Che riduce i conflitti e non gioca ad alimentarli utilizzando le forza dell’ordine per aprire i cantieri.

Ancora una volta ci sentiamo di condividere i principi che ispirarono il Fare che, a nostro avviso, è stato caricato di una eccessiva valenza tecnica, tralasciando la sua importanza politica, perdendosi nel mare delle proposte e dei progetti che hanno accompagnato la storia ventennale della Tav. Questa è stata la più grande debolezza della politica della nostra valle. Avere una proposta concreta e credibile e non difenderla con la forza che sarebbe stata necessaria. Anche per un’eccessiva “timidezza” nei confronti delle frange più radicali del “movimento”.

Gli scontri di Chiomonte ci dicono che è giunto il momento di recuperare il tempo perso.

Dobbiamo avere l’ambizione di rilanciare una proposta in grado di cambiare la metodologia di costruzione delle grandi opere pubbliche in Italia e in Europa, coinvolgendo le amministrazioni dei territori coinvolti, tutelando l’ambiente e risparmiando denaro pubblico. Solo così riusciremo a far uscire la Valsusa dall’isolamento politico in cui è piombata e ad affrontare un problema in maniera ragionevole ed efficace.

Primarie a Minturno

Nei giorni scorsi ho raccolto e rilanciato  l’invito formulato dagli amici di SEL e Verdi affinchè si apra un cantiere per Minturno in vista delle elezioni Comunali che si terranno nella primavera del 2012 (http://www.telefree.it/news.php?op=view&id=90939). Le vicende politiche Minturnesi, da un punto di vista dei rapporti politica/cittadini, possono avere due sbocchi: allontanare ancora di più cittadini ed elettori dal “palazzo”, schifati da manovre e interessi più o meno velati che hanno vissuto il loro acme nei giorni passati, oppure stimolare una rinnovata partecipazione da parte di chi non si sente più rappresentato da un modo di concepire la politica in maniera clientelare e personalistico. Se allora è vero, com’è vero, che i referendum e le recenti elezioni amministrative si sono contraddistinti per il rinnovato interesse degli italiani per la politica e per decisioni che riguardano in prima persona loro e il futuro delle nuove generazioni. Se è vero, com’è vero, che la maggiore spinta al “cambiamento” è giunto dalla partecipazione dei giovani elettori (e Minturno, per quanto riguarda i referendum, non è stata certo in controtendenza), allora compito di un partito politico “riformista” che vuole essere guida per il centrosinistra e che guarda al futuro del Paese è quello di assecondare la rinnovata passione politica che anima le nuove generazioni. Quale mezzo migliore, allora, se non quello di coinvolgere direttamente gli elettori, se non quello di dar loro la parola per scegliere i propri rappresentanti nelle istituzioni? Le elezioni primarie di coalizione sono previste dallo statuto del PD, si sono tenute con successo nella maggior parte dei Comuni che hanno visto vincere, poche settimane fa, Sindaci del centrosinistra. Il PD si è quindi messo in gioco in molte realtà, a volte con successo del proprio candidato. Altre volte la vittoria nelle primarie è andata ad un candidato esterno al PD, ma ovunque si è messo in moto un meccanismo vituoso di partecipazione che si è poi mostrato decisivo per la vittoria della coalizione. Penso quindi che Minturno non possa e non debba essere esentata dallo svolgimento delle primarie di coalizione per la scelta del prossimo candidato a Sindaco del centrosinistra, e che proprio il PD debba farsi promotore di tale iniziativa politica. Certo, partecipare richiede coraggio, ma è un coraggio che viene premiato perchè laddove ci sono programmi seri, supportati da candidati onesti e credibili e gli “sconfitti” delle primarie si mettono a disposizione della coalizione con lealtà, le energie che si mettono in moto con le primarie costiutiscono un patrimonio politico eccezionale. Chiedo quindi ai miei pochissimi lettori di esprimere il loro parere in merito, partecipando, se vogliono, al sondaggio che ho inserito sul mio piccolissimo blog e magari aiutandomi a diffonderlo quanto più possibile tra i potenziali elettori del PD e del centrosinistra.

Sondaggio per le primarie del centrosinistra a Minturno

Un cantiere per Minturno

Accolgo l’invito che è stato rivolto dai rappresentanti comunali di SEL e IDV a tutte le forze del centrosinistra affinchè si apra un confronto per costruire una nuova stagione nella politica minturnese e rilancio l’appello al mio partito. Si apra un cantiere che metta al centro del dibattito la dignità dei cittadini e dei giovani elettori, per troppo tempo mortificati da interessi personali e clientelari che hanno prodotto la crisi istituzionale alla quale assistiamo. Occorre inoltre rilanciare il desiderio di partecipazione e di rappresentanza che anima le nuove generazioni, come i referendum e i risultati delle elezioni amministrative di Milano, Napoli, Cagliari hanno inconfutabilmente dimostrato. Ritengo che tale percorso debba prevedere, come suo naturale approdo, la scelta del candidato a Sindaco della coalizione per mezzo delle elezioni primarie. Tale strumento ha dimostrato, laddove si sono presentati programmi validi e candidati onesti e credibili, tutto il suo enorme potenziale in termine di coinvolgimento degli elettori ed ha consentito di mettere a servizo delle coalizioni  un patrimonio politico, umano e relazionale che si è rive-lato indispensabile per la vittoria del centrosinistra in moltissime città italiane. Auspico quindi che il cantiere per Minturno possa aprirsi quanto prima per far si che il vento di cambiamento che spira nel Paese non si fermi alle pendici dei Monti Aurunci.

Scuola, scuola e ancora scuola

Finché esistono insegnanti come Mila, la scuola pubblica italiana ha ancora qualche speranza. E hanno una speranza tutti qui ragazzi difficili che, soprattutto in terre di mafia, camorra e n’drangheta, solo la scuola può aiutare. Questo dovrebbe fare il PD, quando governerà il nostro Paese: rimettere la scuola pubblica al centro del mondo.