Archivio mensile:agosto 2011

Ah, ora capisco

Vuoi vedere che le norme che penalizzavano chi ha riscattato il servizio militare e gli anni del corso di laurea sono state eliminate per non danneggiare chi ha svolto il servizio nelle ronde padane e nella guardia nazionale padana?

Tutto nella norma, a Roma

A Roma non c’è alcuna emergenza crimine. Su 23 morti ammazzati dall’inizio dell’anno solo 3 sono riconducibili a fatti di criminalità. Il resto sono faide personali. Il problema è che girano troppe pistole e coltelli e la gente sclera e poi le usa. E poi ci sono le gang giovanili. Questa, in sintesi, l’analisi di Alemanno e Mantovano. Complimenti. Non male per chi aveva vinto le elezioni lucrando su un omicidio (Cicciobello a parte).

La mia Sicilia

Sei sul mare, che è di un azzurro che se non lo vedi non lo puoi immaginare. Poi l’aereo vira, evita Montagna Longa e ti trovi sulla terraferma. Aeroporto Falcone-Borsellino. Percorri l’autostrada e non puoi fare a meno di pensare a quel 23 maggio del 1992. Cerchi con lo sgurado IL punto, QUEL punto dell’autostrada e ti appare il monumento che ricorda Giovanni Falcone, la moglie e i tre uomini della scorta, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Quante contraddizioni, in questa terra che sa essere ospitale come nessun’altra e allo stesso tempo carnefice dei propri figli.

Quel che mi colpisce è proprio la terra, il suo colore vivo, acceso. Guardi le colline, gli agrumeti e pensi ad una terra amica, che sa dare ancora frutti buoni da mangiare. Penso alla terra della Campania, che, invece, sento marcia, putrida. Riesco quasi a vedere tutta la merda che ci hanno seppellito, pattumiera d’Italia. Qui no. Almeno la terra, la materia prima, l’hanno preservata. Almeno spero.

Il mare che vedo nei giorni successivi mi conferma ciò che avevo visto dal cielo.

 Colori stupendi, acque limpide, luoghi incantevoli. La costa tra Aspra e Torre Normanna è di una bellezza mozzafiato. E l’entroterra non è da meno.

Però. C’è sempre un però.

L’incuria regna sovrana. Le spiagge sono per la maggior parte libere e la pulizia è demandata all’educazione delle persone. Ma in assenza di un servizio di pulizie degno di questo nome la sporcizia prenderebbe il sopravvento anche a Lugano. Le strade, poi.  Bagheria è famosa per le sue splendide ville settecentesche, dimore di campagna dei principi palermitani che qui, nella Conca d’Oro, avevano i possedimenti dai quali traevano i frutti per le loro tavole.   C’è il rettifilo che collega Bagheria ad Aspra. I marciapedi sono infestati di erbacce, carte, bottiglie. Qui lo spazzino non si vede da anni, altro che tagli ai comuni delle ultime finanziarie. Chiedo come sia possibile tutto questo, come sia possibile non pensare di salvaguardare tutta questa bellezza. Mi dicono: non ci sono i soldi, e la politica se ne frega della Sicilia. Ma come? Andreotti, Salvo Lima, Forza Italia, il 61-0 alla Camera? Niente. Qui la politica non ha fatto niente.

Palermo è di una bellezza unica, ci passo una serata ma tanto mi basta. L’odore che proviene dalle bancarelle che, in strada, preparano quarume e pane ca’ meuza vale il viaggio. La vista del Teatro Massimo pure, splendido su  Piazza Verdi illuminata. Guardo tutto questo e penso che Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, gli uomini delle scorte, Libero Grassi, Boris Giuliano, Beppe Montana, Ninni Cassarà, Pio La Torre, Padre Puglisi, Giuseppe di Matteo e tante altre vittime di mafia non potranno più godere di tutto questo. Mi chiedo perchè ma una risposta non la trovo. Potere? Denaro? Avidità? Crimine allo stato puro? Paura? No, una risposta non c’è.

Tesori, come detto, ce ne sono a non finire. Uno di questi lo trovo a Bagheria, a Villa Cattolica. Il museo che conserva le opere di Renato Guttuso, che qui è anche sepolto.

Giri tra le stanze tra carretti siciliani, statue in gesso,  dipinti di artisti minori. Poi sali al piano nobile e ci sono le foto splendide di Ferdinando Scianna e poi c’è Guttuso, con le sue donne esagerate, i quadri della maurità e i ritratti giovanili. E così capita che, quasi per caso, ti imbatti nel ritratto che Guttuso fece a Mario Alicata, il nonno di Cristiana. E ti viene un tuffo al cuore, perchè a Cristiana vuoi bene ed è come se lì, in quel quadro, vedessi uno di famiglia.

Eccola, la mia Sicilia. Anno 2011.

Lacrime di coccodrillo

Uil: “Verso proclamazione sciopero pubblico impiego”. Sul piede di guerra anche la Uil che si dice pronta a proclamare lo sciopero generale nel pubblico impiego contro “i gravi effetti della manovra economica sui dipendenti pubblici”.

Adesso se ne accorgono. CISL e UIL hanno abdicato da tempo al loro ruolo e sono stati conniventi e collaterali con le scelte scellerate del governo e degli imprenditori, a partire dalla vicenda FIAT. E poi, se lo fanno da soli lo sciopero?

Come ammazzare il Porcellum

Un notaio, una penna e la Prossima Italia, ecco come ammazzare il Porcellum in un colpo solo. Al via il settembre referendario.

Prossima Italia si unisce a una campagna referendaria difficile e al cardiopalma per abbattere la legge porcata.
E’ arrivato il momento di dare una mano come si può e con tutta la forza che si è in grado di mettere in campo per impedire che anche al prossimo giro 946 parlamentari siano nominati dai Partiti.
Il referendum resta l’unica strada ormai percorribile dopo che tutte le altre si sono dimostrate essere vicoli ciechi.
L’11 luglio scorso, il comitato referendario (FirmoVotoScelgo) ha presentato in Corte di Cassazione due richieste di referendum abrogativo che hanno per oggetto la disciplina vigente per l’elezione dei due rami del Parlamento, come modificata dalla legge 21 dicembre 2005, n.270.
Entrambi tendono ad abrogare la legge Calderoli.

Lo stesso Romano Prodi firmerà a Bologna perché bisogna ridare la possibilità ai cittadini di contare non solo nella vita quotidiana dei partiti, ma soprattutto quando si vota, perché è in quel preciso istante che si esprime la loro forza.
E’ questo che fa della legge elettorale un tema nient’affatto lontano dalle nostre vite ma che sta a cuore a un’Italia che vuole decidere per il proprio futuro.

La massima influenza dei cittadini si ha con la presenza dei sistemi uninominali di collegio.
Per Prossima Italia è l’occasione giusta anche per parlare a gran voce non solo del ritorno ai collegi uninominali ma anche di primarie dei parlamentari.

Partecipare significa anche unire e rafforzare le persone che fanno parte di questa rete.

Il settembre referendario di Prossima Italia
Pensiamo ad una raccolta firme in tutto il Paese a partire dal fine settimana del 10 ed 11 settembre prossimi, ognuno come  può (e dove può) fino al fine settimana seguente (17 e 18 settembre),  tenendo presente che le firme vanno rispedite a Roma con i certificati elettorali entro il 20 del mese. Nell’occasione del 10 ed 11 le firme verranno raccolte anche a Roma in occasione della Manifestazione del Popolo Viola “ Piazza Pulita”.

Pippo Civati a sua volta si metterà in viaggio con un notaio e raccoglierà le firme, con tutti noi.

Come partecipare e raccogliere le firme.
Chiunque sia intenzionato a fare una raccolta firme nel proprio Comune può scrivere a prossimaitalia@gmail.com, o telefonare al numero 331-3005081. Chi ci contatterà da città in cui già si stanno organizzando gruppi locali di Prossima Italia sarà messo in contatto con questi ultimi; a tutti gli altri daremo indicazioni, per l’organizzazione della raccolta, a proposito dei tempi tecnici per la vidimazione, per richiedere i permessi e per trovare un autenticatore delle firme.

Il nostro compito è quello di aiutare a raggiungere l’obiettivo delle 500.000 firme associando alla raccolta l’adesione alla campagna di Prossima Italia per le primarie dei parlamentari.

Proviamoci, in fondo è quello che Prossima Italia chiede da mesi : una firma può essere il primo passo per aprire le porte del palazzo e far entrare aria pulita.

A proposito di ICI e Chiesa

Mi scrive un sms Emiliano, mio amico-fratello, e mi chiede perchè Rosy Bindi difenda l’esenzione ICI per gli immobili della Chiesa. Io gli rispondo: perchè la Bindi è cattolica. Lui mi controbatte: allora abbiamo bisogno di un partito laico. La questione è tutta qui. Il PD, per ora, non è stato un partito veramente laico.

L’ultima di Mirello

Sarà perchè sono in Sicilia, sarà perchè non mi va giù che nel PD ci sia gente così, ma l’ultima di Mirello Crisafulli (in buona compagnia, per carità) ve la devo raccontare. In pratica il senatore piddino, già incriminato e poi assolto per concorso esterno in associazione mafiosa (incontrare un boss della mafia non è reato, ma a me basterebbe per cacciarlo a calci nel culo dal PD), chiede giustizia alla Corte dei Conti. Pur percependo lo stipendio da parlamentare, vuole anche la pensione in quanto ex deputato della Regione Sicilia. I diritti acquisiti non si toccano, urla Mirello. Beh, di questi tempi, non c’è male. Se guadagni ventimila Euro al mese non puoi rinunciare a tremila Euro di pensione. È una questione di principio. Giusto. I Crisafulli vanno CACCIATI dal Partito Democratico. E  non ci sono primarie che tengano, visto che Mirello le primarie, ad Enna, le aveva stravinte, salvo poi ritirarsi dalla corsa per l’elezione del Sindaco per motivi di opportunità. Cacciati, semplicemente.

Quattrocentoventisettemila

2 giovani disoccupati su 10 lavoravano nel 2009. Si tratta di poco meno di 210mila giovani che hanno perso un posto di lavoro. Ad essi vanno però aggiunti i quasi 218mila (e fanno 427mila) ragazzi che sono passati dalla condizione di ‘occupato’ a quella di ‘inattivo’, o perché si sono rimessi a studiare o perché sono scoraggiati nella possibilità di trovare un altro posto di lavoro. Da rilevare poi che sono circa 686 mila gli under 35 che cercano lavoro da oltre un anno.

I risultati dell’inchiesta di DataGiovani, anche qui.

Bella domanda

Ma il PD direbbe si a Draghi?
Se lo chiede Stefano Menichini:
 
Ma dalla Bce e da Draghi (alle cui ricette da Governatore il Pd ha sempre dato appoggio) arrivano, tra le altre, richieste dure e precise su mercato del lavoro e liberalizzazione nei servizi pubblici, a partire da quelli locali.
Sono istanze “liberiste”, come si dice qui spregiativamente, che i riformisti di centrosinistra erano arrivati a sfiorare prima però di allontanarsene. Sarebbero aggirabili queste richieste, pur con tutta l’eventuale nuova “forza politica” e contrattuale di un governo di larghe intese? Sono nel range della disponibilità di Bersani a fare «anche cose difficili», come ha detto alla camera? Il fatto che portatori in Italia di ricette così aspre saranno gli impresentabili Berlusconi e Tremonti ci esime dalla verifica. Che prima o poi però arriverà. O almeno, lo speriamo.

Quando la vergogna è nazionale

“La notizia di abusi di carattere verbale subiti dal giocatore di origini nigeriane come da quello di origini sudanesi ha generato una condanna autentica, chiara e visibile da parte dell’opinione pubblica, creando un senso di vergogna non solo per chi ne è stato autore ma per l’intero Paese.”

Come hanno affrontato il problema del razzismo nel calcio, in Australia? Leggete qui. La lista dei paesi da cui prendere esempio si allunga di giorno in giorno.