Archivio mensile:gennaio 2012

Ius soli (basta che nun so’ sòle!)

In tema di calcio, alla 20a giornata sono primo e soprattutto ‘sta Juve dell’altro capitano Conte (quello vero vero vero è uno solo, grazie) mi piace, a parte il Tronista che veramente avrei evitato di portarlo a giocare pure all’Achillea, la squadra di mio figlio di nove anni. Ma tant’è. Però questo post di Andrea Sarubbi me l’ero perso. Che poi, in effetti, Andrea riprende una lettera di Emiliano Boschetto. Insomma, un discreto giro di post. Un post del post del post. Comunque, sono completamente d’accordo a metà col mister, per dirla in soccerese. No, anzi, so’ proprio d’accordo. In ritardo, ma sono d’accordo.

Marmotte assassine

Non è che guardi il TG2 spesso, sia chiaro. Tantomeno la domenica ad ora pranzo. La TV era accesa, mentre la pasta bolliva. Ascolto distrattamente, passo davanti alla TV perché sta sul percorso che va dal PC, quasi perennemente acceso, alla cucina. Quindi passo di là, e mi soffermo sulle parole della conduttrice del TG. Annuncia un servizio da Parigi. Allora mi fermo. Che ne so, Sarkozy avrà da cantarne quattro alla Merkel. Hollande sarà in testa nei sondaggi per le prossime presidenziali. Il PSG avrà comprato Tevez. No. L’inviato (!) da Parigi ci racconta, con voce preoccupata, che le marmotte e i conigli mettono a repentaglio i trasporti ferroviari francesi perchè fanno le buche sotto al rilevato. Seguivano immagini dei ferrovieri francesi con doppietta sotto il braccio a caccia di terroristi. Mi è venuta in mente la dignità del giornalista. E la funzione degli inviati RAI. A Parigi per parlarci di marmotte e conigli. Mah.

Primarie nel congelatore

Mila Spicola scrive a Pippo Civati, che oggi ha riunito un bel pò di belle persone a Varese, per parlare di Nord, di Italia. Della Prossima Italia. E le parole di Mila, magicamente, sembrano adattarsi ad innumerevoli situazioni che spesso vedono il PD protagonista, e non sempre in positivo. Come in Sicilia. Come a Minturno.

Carissimi amici,

Palermo vi saluta. Devo dire mi spiace non esserci perché la categoria Nord implica quella del Sud e mi piacerebbe che venga presto il tempo in cui a queste due categorie se ne sostituisca solo una: Italia.

Come dice bene Pippo: Prossima fermata Italia. Però adesso così non è. Il presente è il tempo della frammentazione, della divisione della mancanza di coesione nel nostro paese come dentro i nostri paesi. Io sono a Palermo e vi chiedo di accendere tutti i quanti i riflettori sulla quinta città d’Italia. Avremo le amministrative tra qualche mese e ancora regna il caos. Stanno naufragando le primarie.

Il nostro partito è dilaniato da una divisione ormai non più sostenibile. Quella del sostegno o meno al governo lombardo. Sostegno che diventa la chiave della divisione a ogni livello. Non continuate a chiederci “ma come è potuto accadere tutto ciò”, vi chiedo dove siete stati tutti mentre tutto ciò accadeva perché è bene dirlo: ciò che accade in Sicilia determina i destini politici nazionali. Giù al Nord dovreste stare con gli occhi spalancati in questi istanti mentre, come è probabile, salta tutto dentro il Pd Sicilia: saltano le primarie, saltano gli statuti e saltano le regole. Possiamo permetterlo? Alcuni di noi si stanno battendo strenuamente per assicurare forza e valore all’unico strumento di consultazione popolare, le primarie,  che potrebbe scardinare le dinamiche malate e toglierci dall’angolo in cui ci ha costretti la parte filogovernativa del Pd siciliano.

C’è chi lo ripete a forza da più di un anno dentro il partito, Davide Faraone, c’è chi lo dice da qualche mese da fuori del partito, Rita Borsellino. La verità è che per adesso il Pd siciliano è una bomba pronta a esplodere e a deflagrare e il gioco è quello di evitare qualunque tipo di consultazione allargata all’esterno delle segrete stanze. Ricordatevi: senza Sicilia non c’è Italia. Le primarie sono congelate, questa è la formula uscita ieri. Se le congelano qua potrebbero farlo altrove, se il centrosinistra si spacca a Palermo, succederà anche altrove snaturando le identità nei mille opportunismi tattici di alleanze più o meno risicate senza che ciò abbia il consenso dei nostri elettori e della nostra gente.

Questo è adesso l’inverno del nostro scontento. Noi siamo con voi, siate anche voi con noi e non limitatevi a “guardare dalla finestra”, fate uscire da Varese un documento di solidarietà e richiesta ufficiale di primarie a Palermo senza se e senza ma, allargandolo anche alle altre forze politiche della sinistra: Idv e Sel. Che lo dica tutta l’Italia che Palermo debba avere le sue primarie senza cadere nei giochi e nelle trappole di tatticismo di chi non ha a cuore né l’Italia, né la Sicilia, né il Pd ma solo e soltanto la propria sfrenata volontà di mantenere posizioni ormai indifendibili e superate dai tempi.

Congresso PD Lazio. E adesso la fase due!

Ringrazio infinitamente gli amici e compagni democratici che, con il loro voto nel congresso di circolo, hanno sostenuto la candidatura di Giovanni Bachelet alla segreteria regionale del PD. L’apporto degli iscritti della provincia di Latina è stato determinante per l’accesso di Giovanni alle primarie vere e proprie, ossia quelle aperte ai cittadini, che si terranno il 12 febbraio prossimo.

Abbiamo raggiunto un risultato straordinario, senza strutture di partito alle spalle, senza manifesti, senza sprecare risorse economiche, rispettando le città e l’ambiente ma con la forza delle idee e con l’impegno di iscritti, donne, uomini, giovani e veterani provenienti dalle diverse componenti del partito, ciascuno con la propria storia politica personale, che hanno partecipato con spirito di sacrificio e impegno encomiabile ad una avventura che, fino a poche settimane fa, sembrava impossibile. Inizia, con la convenzione regionale che si è tenuta questo pomeriggio, la seconda fase del congresso. L’auspicio che formulo è che il prossimo segretario regionale, chiunque esso sia, abbia una forte legittimazione proveniente da un voto dei cittadini quanto più partecipato possibile. Sarebbe, infatti, un pessimo segnale se le primarie facessero registrare una limitata partecipazione di elettori e simpatizzanti del PD Lazio. Da molte parti si nota, non senza amarezza e preoccupazione, una tendenza a minimizzare l’importanza delle primarie e quindi del ruolo del segretario stesso, come se si volesse, nonostante le primarie aperte, relegare la scelta della guida del PD Lazio nel novero delle incombenze che spettano ai soli addetti ai lavori. Non è così e vi prego di riflettere sull’inganno che si rischia di perpetrare a danno di tutti.

Al segretario del PD Lazio spetta l’ultima parola sulla composizione delle liste per Camera e Senato, e quindi dal voto del 12 febbraio dipenderà anche chi sarà candidato per il PD nella nostra regione e quindi anche nel nostro territorio. Il potere del segretario sarà ancora più decisivo qualora si votasse ancora con il Porcellum, ipotesi molto probabile vista la difficoltà più volte manifestata, da parte delle forze politiche che siedono in parlamento, a trovare l’accordo per l’emanazione della nuova legge elettorale e qualora non si tenessero le primarie per la scelta dei candidati. Sarebbe inoltre abbastanza singolare il fatto che, qualora il segretario eletto fosse Enrico Gasbarra e visto che lo stesso Gasbarra non sembra volere rinunciare al suo posto in Parlamento, che il segretario regionale si trovasse a decidere su liste nelle quali esso stesso è incluso. Per questo Giovanni Bachelet ha dichiarato da subito che, nel caso in cui fosse designato segretario regionale del PD, si dimetterebbe da deputato. Tra l’altro il ruolo del segretario regionale richiede un impegno a tempo pieno, come le innumerevoli criticità registrate in circoli sparsi sul tutto il territorio, nonché le questioni politiche esplose proprio in virtù della mancanza di una guida forte a livello regionale, hanno ampiamente dimostrato.

Altro aspetto sul quale il segretario regionale riveste un ruolo di assoluta importanza è il potere di nomina negli enti pubblici. Crediamo fermamente che la politica debba fare un passo indietro rispetto alla questione nomine e che la scelta del personale deputato alla governance degli enti pubblici debba essere sottratta alla disponibilità dei partiti. Ma, finché le normative non prevederanno un diverso sistema di governance, pensiamo che i partiti ed in primis il PD debbano attenersi, nella scelta dei propri rappresentanti nei consigli di amministrazione, innanzitutto a criteri di competenza e siamo lieti del fatto che tale impostazione sia stata fatta propria anche dagli altri candidati alla segreteria del PD Lazio, a partire proprio dal programma di Giovanni Bachelet.

Il PD Lazio ha bisogno di una guida autorevole ma soprattutto di una classe dirigente che fa quel che dice. Abbiamo affrontato la prima parte del congresso e continueremo nella seconda senza stampare un solo manifesto, perchè abbiamo rispetto per l’ambiente, perchè siamo convinti che l’abusivismo dei manifestipolitico- elettorali dimostri mancanza di rispetto della legalità e di senso civico e soprattutto perché crediamo fortemente che in un momento di profonda crisi economica il PD non possa e non debba sperperare inutili risorse economiche e che, anzi, sia richiesta una sempre crescente sobrietà nelle competizioni elettorali nonché nella comunicazione politica. In coerenza con tutto ciò Giovanni Bachelet ha da subito dichiarato che avrebbe votato a favore dello stralcio del condono dell’abusivismo dei manifesti nel decreto milleproroghe in votazione in Parlamento, e grazie alla sua azione politica il provvedimento è stato, per ora, effettivamente stralciato.

Rammento, infine, che, in tutte le circoscrizioni del Lazio, a capo dell’unica lista per la determinazione dei componenti dell’assemblea regionale ci sarà una donna e che le liste saranno decise in piena autonomia da chi ha sostenuto la candidatura di Giovanni in ciascun territorio, senza imposizioni dall’alto.

Vi chiedo quindi di partecipare e far partecipare elettori e simpatizzanti del PD alle primarie per la scelta del segretario del PD Lazio, per dare sempre più forza alle primarie e di scegliere Giovanni Bachelet per rendere il PD un pò più simile a come ce lo siamo immaginato quando abbiamo scelto di fondarlo: un partito sobrio, autorevole, rispettoso delle regole, attento ai diritti dei cittadini e aperto alla partecipazione degli elettori.

Grazie.

Un abbraccio fraterno.

Raffaele

Ai posteri

La lettera scritta dal Sindaco di Adro al Presidente della Repubblica va ricordata. Va fatta leggere nelle scuole. Nei corsi di egoismo applicato. Di millanteria pseudo-padana. Di insulto al comune senso civico. E anche la faccia di quest’uomo va ricordata.

Tempi moderni

Nei giorni scorsi Pietro Ichino ha inviato una lettera al Corriere della Sera: argomento Pomigliano e gli errori della sinistra. Va bene tutto. Lo dico meglio, si può discutere di tutto. Della mancanza di lavoro. Della camorra fuori la porta. Di De Magistris che decide di n0n visitare lo stabilimento. Della FIOM fuori dalla fabbrica. Della necessità di rivedere le leggi. Dell’automazione industriale che ha sicuramente migliorato le condizioni di lavoro degli operai. Però, per cortesia, Ichino non ci faccia passare una fabbrica, moderna quanto si vuole, per il salotto di casa.

Congresso PD Lazio in provincia di Latina

I risultati definitivi (a meno della certificazione da parte della commissione provinciale per il congresso) in provincia di Latina:

Votanti: 2765

Gasbarra: 1912 pari al 69,2%

Bachelet: 439 pari al 15,9%

Leonori: 263 pari al 9,5%

Pacciotti: 148 pari al 5,4%