Archivio mensile:maggio 2012

La giustizia secondo Grillo

Quanto ai politici del passato, niente tribunali per gli eventuali reati, ma processi di piazza: «Abbiamo delegato dei truffatori che dovranno rispondere di quello che hanno rubato. Ce lo ricordiamo come siamo finiti nella crisi. Quindi i responsabili verranno giudicati e dovranno restituire i soldi che hanno rubato come i mafiosi. Ci sarà un giudizio pubblico. Concittadini estratti a sorte, incensurati, che diranno quali lavori socialmente utili far fare a questa gente che ha rovinato il Paese».

Il resto lo trovate qui.

Ha ragione da vendere, Cristiana.

10 cose buone

Domani esce su carta il libro di Pippo.

A me piace ancora avere tra le mani il volume, sfogliare le pagine, odorarle. Ma chi volesse comprare la versione ebook, può andare qui. Poi mi fate sapere.

Palloni (s)gonfiati

Andrea mi ha segnalato un articolo di Tommaso Pellizzari pubblicato su Il Corriere della Sera:

Invece di accusarlo di essere il nuovo oppio dei popoli, e di guardarlo per questa ragione con distacco o disprezzo, molti intellettuali neomarxisti o semplicemente antiliberisti farebbero bene a osservare il calcio da vicino, perché potrebbero scoprire cose interessanti. Tra cui soprattutto una: il calcio è quel microcosmo in cui l’applicazione pratica dei principi fondamentali del neoliberismo nella sua versione più radicale (in estrema sintesi, quella per cui solo ilmercato puro è in grado di regolare se stesso) ne ha reso evidenti molti limiti. In particolare, il calcio contemporaneo dimostra che alcune delle critiche fondamentali mosse all’ideologia neoliberista contemporanea si sono rivelate fondate. E cioè: a) non è per l’appunto vero che, senza intervento di un’autorità indipendente superiore agli attori in campo, un mercato finisce comunque per autoregolarsi; b) senza interventi redistributivi dall’alto i ricchi tenderanno a diventare sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri; c) sul mercato del lavoro, gli operatori devono affrontare la concorrenza di forza lavoro extracomunitaria; d) l’eccesso di finanziarizzazione crea un eccesso di dipendenza dalle fluttuazioni dei mercati e finisce per allontanare il cuore dell’impresa dal territorio di cui è espressione e fornitore d’identità al tempo stesso.

Il resto qui.

Moderazione e decenza

“Le indennità non s’iscrivono nel senso delle regole di moderazione salariale e di decenza nei comportamenti annunciate dal presidente della Repubblica”.

Anche in tema di buonuscite, prendere esempio dalla Francia. Grazie.

 

45500

Fa impressione vedere quei posti che, per lavoro, ho battuto in lungo e in largo per anni, ridotti così. San Felice e Mirandola su tutti. Poi scopri che quei capannoni che a te sembravano anonimi nascondevano tecnologie raffinatissime e produzioni all’avanguardia. Ma scopri anche che sono diventati dei luoghi di morte per imprenditori ed operai che, semplicemente, stavano lavorando o volevano riprendere a lavorare prima possibile. Un atto di generosità, ma anche di imprudenza collettiva. In questo momento mi viene da pensare che è necessario aiutare quelle persone. Ma anche che questo è un paese che non impara mai dai suoi errori, mai.

Che sia la direzione giusta (ma ho i miei dubbi)

Domani c’è la direzione nazionale del PD. Prossima Italia c’è.

Ovviamente, noi domani andremo in Direzione Nazionale a dire questo, forse un po’ ripetitivi, per l’ennesima volta.  Sapendo che potrebbe essere l’ultima, perché potrebbe mancare il tempo per parlarne ancora, ma sapendo anche che, semmai il Pd si decidesse a sbloccarsi, da qui alle politiche del 2013 avremmo tutti un’agenda ben chiara, e molto lavoro da fare.

La scelta (vincente) di Jacopo

La storia dell’elezione di Jacopo Massaro, neo-sindaco di Belluno, va raccontata, per la sua semplicità. Massaro, uno dei fondatori del PD a Belluno, propone di scegliere il candidato a sindaco del PD nientemeno che con le primarie. Il partito risponde di no. Troppe lacerazioni, stiamo ancora patendo per le divisioni delle primarie del 2007, figurati se le rifacciamo adesso. E così il PD decide di candidare Claudia Bettiol. Massaro non ci sta, esce dal PD insieme ad un pezzo del PD (la fascia dei trenta-quarantenni) e si candida a Sindaco con tre liste civiche. Al primo turno Massaro e Bettiol superano i candidati del PDL, di M5S, dell’UDC, della Lega. Al secondo turno Massaro vince con il 62%. Ascoltavo Massaro stamattina per radio. Raccontava la sua delusione per ciò che il PD avrebbe dovuto essere (un partito aperto, contendibile, che rispetta le regole, che favorisce il rinnovamento delle classi dirigenti) e ciò che invece, secondo lui e secondo l’esperienza di molti, è diventato (il campo di battaglia tra ex DS ed ex Margherita). Massaro pensa che non avrebbe ottenuto lo stesso risultato se si fosse candidato con il simbolo del PD, perchè in questo momento il PD non è un contenitore appetibile. Massaro dice inoltre che non è possibile che il PD, nel 2012, sia guidato, per la maggior parte, da persone che facevano i ministri nel primo e nel secondo governo Prodi. Un’esperienza, quest’ultima, sonoramente sconfitta nelle elezioni del 2008. Massaro dice cose che condivido.

O si fa la storia o si muore

Francesco, oggi:

Paradossalmente il PD, che resta l’unico partito tradizionale credibile, ha il pallino in mano. Deve decidere cosa fare, e farlo subito. Se resta immobile, crogiolandosi sull’esistente, verrà travolto. Se invece assumerà su di sè la responsabilità di essere il partito società, portatore sano degli interessi larghi del Paese, se lancerà la sfida di una nuova legge elettorale, se convocherà le primarie per scegliere il Premier e i parlamentari della prossima legislatura, aprendosi davvero allo società e a tutto quello che si è mosso in questi anni, e se dunque candiderà a guidare il partito e quindi il Paese una nuova generazione di dirigente, scelti per merito e non per fedeltà alla linea, allora il PD vincerà le prossime elezioni. E salveremo il Paese dal baratro, e con esso anche l’Europa.

È un compito storico. Non possiamo fallire. Dobbiamo essere all’altezza della richiesta fortissima di cambiamento. E chi ha la responsabilità di guidare il PD in questo momento, deve sentire su di sè tutto il peso di questa delicatissima fase politica.

Lascia o raddoppia?

Tra i commenti sull’esito delle elezioni amministrative, non poteva mancare quello dell’onnipresente (anche in termini di cariche) consigliere regionale Claudio Moscardelli, secondo il quale a Minturno si è raggiunto un risultato “eccellente” (il PD passa da 1700 voti a 1000 e da tre consiglieri comunali a uno) e bisogna insistere con l’alleanza con l’UDC perchè “tutto ruota intorno ai centristi che sono l’ago della bilancia di qualsiasi competizione”. Più realista del re, Moscardelli. Il prossimo passo sarà entrare nella giunta provinciale, a ‘sto punto. Che dite?