Archivio mensile:dicembre 2012

Una giornata particolare

In una campagna elettorale particolare. Tempi stretti, tanti chilometri. E peró anche soddisfazioni. Quando in conferenza stampa con gli altri sei candidati un cittadino sconosciuto ti dice che voterá per te perchè sei l’unico ad avere un programma. O quando una compagna operaia in pensione ti dice che gli piaci per come stringi la mano e allora inizia stampare i tuoi volantini e li distribuisce ad amiche e amici. O quando gli amici, anche quelli su FB, si fanno in quattro per farti conoscere. E quando il tuo circolo e altri circoli decidono di appoggiarti senza esitazione. Bello.

Ripartiamo da qui

Ci sono delle persone che ti porti nel cuore, sempre. Magari non le vedi da anni. Magari le senti una volta all’anno o poco più, e certo con i social network qualche volta può capitare di scambiare due “chiacchiere”. Poi le incontrerai dopo anni, e in quel preciso momento sentirai che il tempo non è passato, che tutto è come prima, quando cazzeggiavi all’università o che ne so io. Qualsiasi cosa la vita ti abbia riservato, qualsiasi strada tu abbia percorso, qualsiasi scelta tu abbia fatto.

Tutto ciò mi è capitato nei giorni scorsi, quando ricevo su FB, da una persona a me carissima, un messaggio di auguri per il Natale e per la mia avventura politica di questi giorni:

“…qui giù invece siamo rovinati, senza speranza di cambiare, senza una classe politica giovane da incoraggiare e sostenere. I pochi che si autoproclamano “nuovi”, “di rottura” e fautori di un cambiamento, sono in realtà attaccati alle sottovesti dei vecchi lupi che hanno distrutto questa terra. Le macchiette di cetto laqualunque sono meno terribili dei nostri governanti veri, dediti solo a fottersi tutto il fottibile chiudendo gli occhi persino di fronte ai bisogni di (sempre più numerosi) padri di famiglia che non hanno i soldi nemmeno per comprare il latte ai bambini.
Lo so, non ho di che lamentarmi, in fondo non ce li hanno calati dall’alto, siamo noi che abbiamo consentito (e continuiamo a farlo) a questi signori (sia di destra che di sinistra, sono un’unica associazione a delinquere) di campare allegramente sulle nostre spalle.

Prima ancora di parlare di lavoro, welfare, sviluppo del territorio, in calabria bisognerebbe ristabilire la democrazia, ormai scomparsa da decenni, uccisa dagli stessi calabresi.
Potrei scrivere un libro sui nostri politici e amministratori, sulla loro malafede e incompetenza, che non sai mai dove finisce una e inizia l’altra, ma mi sono già dilungato troppo…
Scusa lo sfogo…”

Se vi viene in mente la parola qualunquismo per favore rimettetela nel cassetto dei vostri pensieri. Non vivo in Calabria, ma è una realtà che comprendo e che in parte credo di conoscere. Perché di esempi di pessima politica ce ne sono ovunque. La Sicilia è stata martoriata, e ci vorrà ben più di un Rosario Crocetta per farla risollevare. La Campania? Parliamone. E il Lazio? E la Lombardia (si credevano esenti, i Padani, da fenomeni degni del Regno delle Due Sicilie!).   Nessuno è esente. L’impegno di chi, oggi, decide di fare politica deve essere volto ad ascoltare questo grido di dolore. Soprattutto quello che viene dal sud. E a dare risposte. E buoni esempi.

Un parlamentare a progetto 2

Siamo alla seconda parte del contratto di parlamentare a progetto, quella inerente temi di carattere locale. La prima parte la trovate qui.

Acqua pubblica. In provincia di Latina sia data piena attuazione alla volontà popolare scaturita dai referendum e si torni quindi alla gestione pubblica dell’acqua, bene comune che deve essere sottratto alla logica del profitto economico da parte degli operatori privati. Uscita da Acqualatina di tutti i Comuni dell’ATO 4 ed approvazione della legge regionale di iniziativa popolare “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque” proposta dal Comitato Acqua Pubblica nel Lazio.

Infrastrutture. La provincia di Latina non ha bisogno di opere faraoniche che consumano suolo e procurano danni al patrimonio paesaggistico e naturale. La bretella Cisterna-Valmontone, ad esempio,  devasterebbe luoghi pregiati da un punto di vista naturalistico e paesaggistico. Una infrastruttura del genere, unitamente alla realizzazione dell’Autostrada Latina-Roma (per la quale, piuttosto, vanno previsti interventi di messa in sicurezza), rappresentano un modello di sviluppo obsoleto. A Cori, per citare un esempio di amministrazione virtuosa, si crea occupazione puntando  sulla riscoperta degli antichi mestieri, dell’artigianato, dell’agricoltura, valorizzando quel patrimonio umano, culturale, storico, naturale di cui i nostri territori sono ricolmi. Patrimoni che per essere fruibili non necessitano di colate di cemento e asfalto, ma di autostrade telematiche che mettano in connessione la domanda e l’offerta di chi quei patrimoni vuole conoscere e valorizzare.

Trasporto pendolari. Più che i TAV ci piacciono i TVB, che non sta per Ti Voglio Bene ma per Treni a Bassa Velocità. Ma chi ha la necessità di viaggiare in treno o in autobus per lavoro o per studio sa bene quale odissea deve affrontare quotidianamente. È ora che le FS investano nel trasporto pubblico locale parte degli ingenti ricavi derivanti dall’Alta Velocità, aumentando l’offerta e acquistando nuovi treni per il trasporto regionale. Di pari passo lo Stato, piuttosto che investire in opere tanto costose quanto inutili (come l’autostrada Roma-Latina, per la quale occorre prevedere interventi di messa in sicurezza, e la bretella Cisterna-Valmontone), deve mettere a disposizione delle regioni maggiori risorse economiche affinché siano stipulati contratti di servizio i qualità e maggiormente confacenti alle esigenze degli utenti.

Sanità. La sanità nel Lazio è al collasso. I tagli orizzontali alla spesa sono stati l’unico criterio con il quale la giunta Polverini ha affrontato la questione della sanità, mentre i reparti ospedalieri sono al collasso in termini di personale, apparecchiature e prestazioni. Il centro-sud della provincia appare ancor più penalizzato, stante l’incertezza nella quale versa la realizzazione dell’Ospedale del Golfo e la mancata riqualificazione del sistema costituito dagli ospedali di Gaeta, Formia e Minturno. Eppure non sono mancati finanziamenti milionari per lavori di manutenzione  in strutture che versano in stato di abbandono. Occorre investire in macchinari, pianificare adeguatamente le risorse e soprattutto prevedere un piano di stabilizzazione dei precari che consentirebbe di erogare maggiori prestazioni, abbattere le liste d’attesa ed evitare la migrazione dei pazienti verso altri distretti ospedalieri.

Lavoro e diritti. Rosarno è in Calabria, ma non è poi molto lontana dalla provincia di Latina. Anzi è qui, nei nostri campi, dove lavoratori, stranieri e non, raccolgono i prodotti della nostra terra in condizioni di schiavitù, e ovviamente al nero. Dal punto di vista della sicurezza sul lavoro, anche la nostra provincia è troppo stesso in prima pagina di cronaca per i ripetuti infortuni mortali e incidenti gravissimi. Occorre mettere in atto un monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro nel settore agricolo, delle costruzioni, dell’industria e dell’artigianato. È necessario investire in formazione, informazione e addestramento per rendere i lavoratori più deboli maggiormente consapevoli dei propri diritti. Le forze dell’ordine e gli enti di controllo devono essere messi in condizione di  reprimere fenomeni criminali che attentano ai diritti, alla salute dei lavoratori e alle finanze dello stato.

Parlamentare a progetto

All’età di quarantunanni molte persone sono ancora precarie, precarissime. Da un punto di vista lavorativo. Dopo anni di precariato (5 anni a partita IVA e 40 mesi da interinale) nel 2008 finalmente il mio primo contratto a tempo indeterminato in una società del Gruppo FS, Italferr.

Vorrei però considerarmi un precario della politica. Vorrei stipulare con gli elettori della provincia di Latina un contratto a progetto, della durata di cinque anni, eventualmente rinnovabile per una sola volta, se le doparie lo consentiranno.

Il progetto, dunque. O, meglio, i progetti.

Perchè in questa brevissima campagna elettorale vorrei che si parlasse di proposte, e non solo di nomi. O di correnti. E mi piacerebbe che gli altri candidati dicessero la loro su quanto segue.

Reddito minimo di cittadinanza. Una riforma del welfare che garantisca il diritto all’assistenza universale, per recuperare alla piena cittadinanza sociale le fasce più deboli della popolazione: precari, donne, giovani.

Contratto Unico d’Ingresso. Anche il governo Monti ha approvato l’ennesima riforma del mercato del lavoro. Cosa ci ha lasciato? Lacrime della Ministra Fornero a parte, la medesima selva di contratti atipici condito con la riforma dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Continuiamo a credere nella bontà della proposta Boeri-Garibaldi: contratto a tempo indeterminato, con flessibilità coniugata a tutele che crescono gradualmente nei primi tre anni. Poi si confluisce nello Statuto dei Lavoratori (art. 18 incluso, che andrebbe ripristinato nella sua formulazione originaria).

Riforma fiscale. Abbassare progressivamente del 5% le aliquote IRPEF attraverso l’introduzione di una contribuzione sui patrimoni finanziari superiori al milione di Euro, una più serrata lotta all’evasione fiscale e alla razionalizzazione della spesa pubblica.

Treno digitale e autostrade informatiche. Piuttosto che opere faraoniche che dubbia utilità, fattibilità e sostenibilità socio-economico-ambientale. Colmare lo spread digitale investendo in infrastrutture informatiche che facciano viaggiare le informazioni e i servizi, anche quelli delle PA per rendere la vita più semplice ai cittadini. Sapendo che, in prospettiva, la net economy vale almeno il 4% del PIL. Ed è un settore in crescita, così come l’occupazione di chi ci lavora.

Rifiuto gli inceneritori. E anche i termovalorizzatori di nuova generazione non garantiscono il risparmio energetico che si può realizzare con il ciclo virtuoso delle tre erre: raccolta differenziata, riuso e riciclo. Un esempio di best practice ci arriva da Reggio Emilia, dove hanno puntato su differenziata spinta e trattamento meccanico-biologico dei rifiuti (TMB). Un esempio da esportare. Ovunque.

Asili nido. Al posto degli F35. Non è retorica. Il denaro necessario all’acquisto di 90 bombardieri al prezzo di centotrentamilionidieuro l’uno deve essere dirottato e investito sul futuro dei nostri bambini e sull’aiuto alle mamme costrette a stare a casa per mancanza di strutture.

Suolo bene comune. Il suolo non edificato è un bene da tutelare perché non rinnovabile, ma nel nostro Paese se n’è consumato infinitamente di più di quello necessario alla costruzione di alloggi, servizi, infrastrutture. E sul suolo si produceva cibo. Con quel suolo si controllava il ciclo delle acque. Su quel suolo di tutelavano le biodiversità. Sparito. Puff. Occorre tutelare gli spazi non urbanizzati, monitorare l’uso del suolo, recuperare prioritariamente i patrimoni immobiliari inutilizzati e impedire che gli oneri di urbanizzazione siano utilizzate dei Comuni per le spese correnti.

Incandidabilità dei condannati. Anche in caso di patteggiamento. O di sentenza non definitiva. O se sottoposti a misure di prevenzione. E decadenza automatica dalle cariche ricoperte: deputato, senatore, membro del Parlamento europeo. Cariche elettive e di governo delle regioni e degli enti locali. Assunzione di incarichi di Governo, di presidente e componente del c.d.a. di consorzi e di società controllate dalle amministrazioni pubbliche. Per legge.

Matrimoni gay. Per sposare chi ti pare, ma davvero. Il matrimonio sia un istituto civile al quale possano accedere tutte le persone che lo desiderano. Anche le persone dello stesso sesso. Che hanno diritto all’eguaglianza e alla felicità. Come tutti.

Alleanze.  Il PD faccia il PD. E si presenti  agli elettori, insieme  alla coalizione che ha partecipato alle primarie del 25 novembre, con una propria idea del Paese per i prossimi vent’anni. Ben venga la nascita di un centrodestra moderno, democratico, europeista. Ma Monti, Casini, Montezemolo, Fini sono altro, rispetto a noi e rispetto alla storia recente dell’Italia. Diventiamo un Paese normale?  

Sette giorni tutti d’un fiato

E così ci siamo. Sono in corsa anch’ioper le primarie del PD per i candidati a Camera e Senato.

Me la vedrò, nella mia provincia, con Claudio Moscardelli da Latina, consigliere uscente del PD alla Regione Lazio, Sesa Amici da Sezze, deputato uscente del PD, Salvatore La Penna da Sezze, vicesegretario provinciale, Pina Rosato da Gaeta, Emilio Ciarlo da Latina e Rita Antonelli da Aprilia.

La soddisfazione è doppia, perchè è una battaglia per la quale ci si spende da anni e perchè non è stato semplice raccogliere le 162 firme necessarie a presentare la candidatura in tre giorni. Ringrazio gli amici democratici che hanno firmato per me in molti comuni della provincia. Ringrazio i circoli che hanno scelto di consentire la più ampia partecipazione democratica. Ringrazio fin da adesso la mia famiglia, per il supporto e per la pazienza. Ringrazio gli amici di Prossima Italia nonché gli amici assieme ai quali ho partecipato al congresso del PD Lazio a supporto della candidatura di Giovanni Bachelet.

Il bello inizia adesso, ovviamente. Meno di una settimana per far conoscere le proprie proposte. Perchè non vorrei che sceglieste un nome (peraltro alquanto sconosciuto), ma delle idee.  A partire dalla prossime ore dettaglierò alcuni aspetti del programma, che a grandi linee potete trovare qui e qui ma che cercherò di calare nella realtà del sud-pontino. A prestissimo.

 

Tagliafuori

Ma in definitiva lo sapevo che raccogliere duecentotrentadue firme per potermi candidare alle #primarieparlamentari non sarebbe stata una passeggiata. E forse mi aspettavo anche che il parlamentare del luogo decidesse di ricandidarsi al quinto mandato in tandem con il suo delfino, bloccando di fatto la disponibilità dei tesserati a loro fedeli. E mi aspettavo anche che una corrente del partito valutasse l’opportunità di mettere in campo quattrocandidatiquattro per fare incetta di firme ed eliminare completamente il rschio che qualche voce libera potesse dar fastidio. Nonostante questo continuo a ritenere che le primarie siano l’unico modo per selezionare la classe dirigente del futuro. E che questi metodi danneggiano tutti, anche chi prende le firme e se le tiene in saccoccia.

Una strada in salita, che continuo a percorrere fino in fondo, e vedremo come andrà.

E finalmente nasca la Terza Repubblica

La notizia della candidatura di Mario Monti è di quelle che aspettavamo da tempo. C’è la possiblità concreta che anche in Italia nasca un centrodestra democratico, europeista, liberale. Così anche il nostro Paese uscirà dall’anormalità politico-istituzionale nella quale ci ha relegato il ventennio berlusconiano. Grazie a Monti per quello che ha fatto per salvare l’Italia dalla bancarotta, grazie un pò di meno per le promesse non mantenute in tema di rilancio economico, equità sociale, lotta all’evasione fiscale, alle mafie, ai privilegi. E ancora di meno per gli esodati, la riforma delle pensioni, le lacrime della ministra Fornero, i precari.  Adesso il PD e il centrosinistra hanno un interlocutore credibile. Si appartiene allo stesso sitema solare, come dice Pepecchio. Spero solo che Bersani metta definitivamente fine alle tentazioni di accordi pre-elettorali con il nuovo centrodestra. Ciasuno vada alle urne con la propria idea del futuro, con l’intenzione di vincere e non di pareggiare. Se gli italiani faranno uscire una X, ne riparleremo.

Ultime dal fronte #primarieparlamentari

Beh, parlo di fronte perchè è una specie di guerra. Guerra vi sembra esagerato? Allora facciamo campo minato. Perchè di questo si tratta, quando parliamo della raccolta delle firme per presentare le candidature. Nel mio caso il 5% degli iscritti della provincia di Latina nel 2011 fa circa 240 firme. Il tempo scade venerdì alle 20. O forse prima. Non sono poche per chi non ha un apparato alle spalle, per chi può contare solo sulla rete di amici e compagni democratici con i quali si è stabilito un rapporto di fiducia basato sulla condivisione di idee e progetti. Ok, si deve solo pedalare.

Per chi volesse aiutarmi, i moduli per la raccolta delle firme sono qui. Contattatemi pirsonalmente di pirsona, l’indirizzo e-mail è viglianti.raffaele@gmail.com.

Come scrivevo oggi su FB, chiedo agli iscritti del PD della provincia di Latina di poter partecipare. Poi giudicheranno loro, nel tempo ristrettissimo della campagna “elettorale”, se sia meritevole di fiducia o meno. Chiedo di essere giudicato sulle proposte, e molte le trovate qui perchè ormai da quasi tre anni ho trovato dei compagni di viaggio stupendi.

Poi c’è il territorio, il sud pontino.

E allora vi dico che sono contrario alla bretella autostradale Valmontone-Cisterna e all’autostrada Roma-Latina, mentre mi piacciono le autostrade informatiche.

Sono innamorato del modello Cori perchè nei nostri comuni c’è tanto da recuperare, e il tempo che passa non è sempre perduto ma si porta con sè arti e mestieri che possono creare sviluppo.

Mi piace l’acqua pubblica, quella che scende da Capodacqua ed entra nelle nostre case senza passare per le condutture strettissime di Acqualatina, alle quali magari rimane appiccicato qualcosa che non fa arrivare acqua nelle case.

Mi piace l’odore del mare, quello pulito, rispettato, amato. Magari dai pescatori piuttosto che dalle industrie ittiche.

Mi piace il lavoro sicuro, quello che non ti fa rischiare la vita ogni volta che un operaio sale su un ponteggio o lavora in subappalto di subappalto di subappalto alla manutenzione di un impianto.

Mi piace il lavoro bianco, libero da schiavitù, da contrapporre a quello nero, nerissimo, di cui sono pieni i nostri campi nella stagione di raccolta di frutta, verdura, cocomeri, pomodori.

Mi piace la ribellione alla presenza sempre più pervasiva della criminalità organizzata, che si chiami camorra, n’drangheta, o mafia.

Mi piace ripensare alla politica in termini di sobrietà, contendibilità, apertura alla società civile, partecipazione.

Mi piacerebbe stipulare un contratto a progetto di cinque anni con i cittadini della provincia di Latina, al termine dei quali essere giudicato con le Doparie.

Mi piacerebbe che prendeste in considerazione tutto ciò, entraste nel circolo PD del vostro Comune per firmare la sottoscrizione della mia candidatura alle #primarieparlamentari.