Archivio mensile:agosto 2013

Immedesimazione

Sto iniziando a ragionare come loro. Cioè, come i dirigenti del partito democratico. L’arguzia politica è degna di menzione. Hanno accettato il diktat sull’IMU perché chiederanno qualcosa in cambio. E’ la politica, baby. Hanno accettato di scaricare su tutti noi (con l’aumento delle accise sui carburanti, sull’alcol, su giochi e lotterie, con il taglio alle spese che si sa quasi sempre dove vanno a parare) la cancellazione dell’IMU sulla prima casa anche per chi se la può permettere perché chiederanno qualcosa in cambio. Qualcosa di grosso. Di veramente grosso: chiederanno al PDL di smetterla con gli attacchi alla magistratura, alla Corte Costituzionale e di accettare serenamente la sentenza di condanna di Berlusconi e la sua decadenza da senatore. Mi sembra uno scambio ragionevole, o sbaglio?

Pensaci, Guglielmo

Ma, dopotutto, perché tanto affannarsi? Per il PD la scelta più ovvia sarebbe quella di votare contro la decadenza di Berlusconi da Senatore. Sarebbe un gesto politico conseguente al clima di pacificazione nazionale voluto dal Presidente Napolitano e perfettamente in linea con lo spirito che caratterizza la stagione delle larghissime intese.

Il quarto mistero di Fatima

Premesso che il PD, e anche chi c’era prima del PD, ha fatto poco per la parte più debole della società italiana. Operai, disoccupati, donne, precari, finti professionisti con partita IVA, giovani e meno giovani. Però la vicenda IMU è paradigmatica: il PDL rappresenta gli interessi di un blocco sociale ben definito: i ricchi. Perchè eliminare totalmente l’IMU sulla prima casa, oggi, questo vuol dire: aiutare le persone abbienti. A discapito delle persone meno abbienti. Come il governo avrebbe potuto coniugare queste esigenze antitetiche ispirandosi a principi di equità sociale e uguaglianza, resta un mistero.

E la chiamano estate

Cosa sarebbe, l’estate, senza la politica? Immaginate le chiacchierate sotto l’ombrellone incentrate sul calcio, sul gossip vip o nip che sempre gossip è. Starlette, soubrette, panze, bikini, monokini. E poi la campagna acquisti, il fuorigioco, il dribbling, il sombrero, la rabona. Invece al tempo delle larghe intese abbiamo l’estate con il Parlamento che non chiude mai, con le polemiche infinite, con il-governo-cade-o-no. Ma provate ad immaginare che noia. Il Pd che fa quel che dice tenendo fede a quanto detto in campagna elettorale. I 101 che votano per Romano Prodi. Il PD alleato con Vendola e che insieme ai volenterosi del M5S  riesce a produrre qualcosa di positivo per il Paese su singoli punti programmatici, giusto il tempo di riportarci alle urne. Ammazza che palle se avessimo avuto già la nuova legge elettorale: discuteremmo di porchetta e non di porcellum. Pensate come ci saremmo sfranti sotto l’ombrellone con Berlusconi condannato in via definitiva dalla Cassazione che accetta serenamente il verdetto ed esce di scena consentendo al centrodestra italiano di maturare finalmente verso un partito di centrodestra europeo normale. Oppure Berlusconi che non lega i destini del Paese ai propri. Il PD che non ha dubbi se votare o meno per la decadenza di Berlusconi da Senatore. Il PD che non accetta nemmeno la vaghissima idea di poter discutere di una modifica alla legge Severino, perché di leggi ad-personam ce ne sono già state troppe. Il PD che non cerca di costruire una maggioranza alternativa andando a pescare tra le colombe del PDL. Immaginate che noia infinitamente grande e incommensurabile se i lungimirantissimi fuochisti del PD avessero previsto tutto questo. Pensate alle mazzate sulle palle se fosse già stata decisa la data del congresso del PD e si fosse iniziato a discutere di proposte e di idee per il futuro del Paese a cominciare dal mese di luglio. Troppo noioso, davvero, non avrei retto nemmeno io.

Folgorati d’agosto

Una premessa è d’obbligo: le scelte politiche sono sempre legittime. Magari non condivisibili, sicuramente contrarie alle mie, ma legittime. A maggior ragione se a compierle sono amici che fanno politica nel tuo stesso partito. Detto ciò, la quantità di folgorati sulla via di Firenze, nel PD della provincia di Latina, è davvero notevole. Non ho problemi a riconoscere a Claudio Moscardelli il ruolo che merita, ossia quello di punto di riferimento provinciale dell’area Renzi. Un ruolo conquistato sul campo, in virtù del suo impegno in Senato e del seguito di cui gode in provincia. Le sue idee sul governo, sul PD, su temi economici sono molto distanti dalle mie e, in generale, da quelle di chi ha invece deciso di sostenere la candidatura di Pippo Civati alla segreteria del PD. Ma, appunto, vorrei confrontarmi sulle idee, sulla forma partito, sul ruolo dei circoli, sul finanziamento pubblico ai partito, sui doppi incarichi, sul rispetto delle regole. E poi sui diritti, sulle tasse, sul precariato, sulle infrastrutture, sui beni comuni, sul consumo di suolo, sulla formazione, sul ruolo delle donne. Insomma, su quale modello di PD e di società abbiamo in mente adesso e per i prossimi vent’anni. E su quale sia la personalità politica più adatta a rivestire il ruolo di segretario del Partito Democratico. Certo, a scorrere i proclami dei “sessanta e più” amministratori pontini che hanno sposato senza se e senza ma la (probabilissima) candidatura di Renzi semplicemente sul nome del Sindaco di Firenze, qualche dubbio mi viene. Nel senso che buona parte del PD della provincia di Latina non è che abbia dato una gran prova di sè in termini di costruzione di “una forza dinamica, aperta, inclusiva, plurale e contendibile”, in questi anni. Anzi. Vedo piuttosto la principale corrente del PD pontino (forte più che mai in un momento di estrema debolezza del partito provinciale) spostarsi in blocco verso uno dei candidati. Tutto legittimo, ripeto, ma ho come il timore che qualcuno pensi ad un congresso preconfezionato, senza dibattito, con posizioni già definite “a prescindere”. Proprio ciò che non serve al PD. E proprio ciò che proveremo ad evitare, con tutte le nostre forze.

Tutti uguali, anche per lo Stato

 

E se vi scorre un leggero brivido sulla schiena su questo passaggio, state pensando che la parola gay e la parola bambini, accostate sono una cosa brutta e quindi state cogliendo il vero punto di tutta la questione omofoba: la paura più atavica degli omofobi e dell’omofobia più collettivamente diffusa e primordiale è proprio quella, ed è legata alla nostra idea di famiglia, al sangue, alla gerarchia, ai ruoli di dominio legati al genere.

Dalla lettera di Cristiana, dopo il suicidio del giovanissimo gay a Roma.

Tutto a domani

Rimandavamo sempre tutto a domani Amore 
Per esser sempre quello che vuoi 
E non finire mai 
Non finire mai 
Non finire mai

Lo so, potrebbe apparire inopportuno, addirittura blasfemo, farvi ascoltare Tutto a domani e riferirla alle non-scelte del PD, del governo, che rimandano tutto a domani, al 30 agosto, al 21 settembre, all’immacolata, a Natale, a Capodanno, all’Epifania. Però m’è venuta in mente, sapete com’è il cervello.

Ricapitolando

Forse l’assemblea nazionale che deve fissare la data del congresso si farà il 21 settembre. Forse a quella data saranno definite le regole del congresso, ma forse no perché se nel frattempo non si trova un accordo (accordo su cosa, non possiamo tenerci le regole che ci sono?) allora il rischio che salti tutto è molto alto. Se tutto va bene forse la data stabilita per le primarie sarà il 24 novembre, ma forse no perché se le larghissime intese vengono prima di tutto allora forse qualcuno dirà che il congresso è meglio non farlo. Forse Epifani sta prendendo un pò tutti per il fondoschiena, innanzitutto perché il suo compito era quello di traghettare il PD verso il congresso, e le regole dovevano essere pronte in un mese e invece il tempo passa. E poi perché forse (anzi probabilmente, anzi sicuramente) si candiderà anche lui anche se ha sempre detto che non lo farà. Poi forse ci spiegheranno come si fa a fare un congresso in due mesi, o forse no.

Forse stiamo passando il limite.

Neorenziani pontini

Gli schieramenti, in vista del congresso del PD (sempre che le congiunzioni astrali-politico-giudiziarie permettano di celebrarlo a breve…), si vanno delineando anche in provincia di Latina. La compagine a supporto del sindaco Firenze si va delineando, e agli amici protorenziani si aggiungono i neorenziani. In bocca al lupo a tutti.

Personalmente farò di tutto affinché, nel congresso, si parli di proposte per il PD e per il Paese, di politica, piuttosto che di nomi e di strategie.  E cercherò di convincere iscritti ed elettori a scegliere la persona più adatta a rivestire il ruolo di segretario del PD, che a mio avviso è Pippo Civati.