Archivio mensile:marzo 2014

#confrontomaivisto

In questi giorni appare sempre più evidente la forzatura che il premier sta mettendo in atto. Sulle riforme, sulla legge elettorale. Sulle spalle della Costituzione. Legare il destino del Paese ai propri destini politici e personali è profondamente sbagliato. Ed è un modus operandi che non appartiene alla storia del centrosinistra italiano. Non mancano i malumori, e non solo nel PD. Davanti al rischio di una svolta autoritaria, come evidenziato da Libertà e Giustizia, è possibile far fronte comune, in Parlamento, tra chi si oppone a riforme della carta a dir poco pasticciate? E davanti al rischio di perpetuazione del precariato a vita, è possibile, in Parlamento, trovare convergenze su proposte alternative? E in vista delle elezioni Europee, è davvero utile sbraitare in patria contro i vincoli imposti da Bruxelles per poi dar ragione alla Merkel in sede di confronti bilaterali, oppure è necessario rilanciare l’esigenza di una differente politica economica e monetaria che faccia uscire il vecchio continente dalla logica perversa dell’austerity?

Ecco, di tutto questo parleremo sabato 5 aprile, a Minturno, in un confronto mai visto prima.

#confrontomaivisto

L’evento Facebook lo trovate qui.

 

 

Storie di ordinario razzismo

bambini-rom

Una scuola elementare qualsiasi di Roma, o di qualsiasi città italiana. Alcune classi quinte che organizzano il campo scuola, tanto atteso dai ragazzi perché è la gita, perché si passa la notte fuori casa. Poi è l’ultimo anno, e quindi c’è ancora più attesa. In una delle classi c’è un bambino rom, vivace, forse anche troppo, fatto sta che alla gita vuole partecipare anche lui. E allora succede che i TUTTI i genitori dei maschietti di quella classe si dichiarano indisponibili a far dormire il proprio figlio in stanza con il bambini rom. Ma non perché è rom, sia chiaro. Semplicemente perché è troppo vivace. E poi fortunatamente c’è una delle maestre che chiede ai genitori di trovare una soluzione, altrimenti non parte nessuno.

Corsi e ricorsi storici (sottotitolo: datemi un leader qualsiasi che mi sento meglio)

Se Berlusconi, da premier, avesse proposto la metà di quanto proposto da Renzi in tema di riforme Costituzionali, poteri del Presidente del Consiglio, legge elettorale, avremmo fatto le barricate al grido di golpe.

Per non parlare delle controriforme del mercato del lavoro, della non-concertazione con sindacati e confindustria. Della demagogia. Della retorica del fare. Del populismo.

Cazzo, il populismo. Ci siamo assuefatti pure a quello, a sinistra.

Ci sarebbe la fila, dite?

Personalmente non difendo in alcun modo Moretti. E’ troppo facile cadere nel ridicolo quando si parla di soldi, di compensi, soprattutto in aziende pubbliche nelle quali le nomine, troppo spesso, sono legate a meriti politici più che manageriali. Dico però una cosa. Un conto sono i dipendenti dei ministeri, delle ASL, delle PA. per il resto, trovatelo voi un manager che fa l’AD di Ferrovie, di ENI, di Finmeccanica a 200.000 € all’anno. Non sto dicendo che non siano compensi equi. Dico solo: trovatelo voi.

Presentazione del treno Frecciarossa 1000

Rifuggire la faciloneria (e il leaderismo d’accatto)

L’ho riascoltato stamattina per radio, Walter Tocci. Me ne sono cibato prima di entrare in ufficio, seduto in macchina, parcheggiato sotto l’ufficio. E non fa niente se ho timbrato il cartellino più tardi di qualche minuto.

Sono mesi che Walter ci mette in guardia dai pericoli della faciloneria. Sono mesi che ci induce a ragionare. E di menti lucide come la sua, in giro, ce ne sono davvero poche.

Negli ultimi giorni un’analisi formidabile sui rischi derivanti dalla corsa alla riforma a tutti i costi. La riforma della legge elettorale connessa alle riforme costituzionali, che rischia di consegnare il Paese ad un leader quasi assoluto in assenza dei necessari contrappesi Costituzionali.

Qualche tempo fa Walter aveva ricordato il fallimento della sua generazione dal punto di vista costituente, visto che tutte le riforme della Carta fatte negli ultimi anni sono miseramente andate a vuoto. E ha chiesto di fermarsi, e di lasciare questo compito ad altri, ad un futuro Parlamento, quando ce ne saranno le condizioni: “Non tutte le generazioni hanno la vocazione a scrivere le Costituzioni. Che la nostra sia inadeguata al compito è ormai evidente. Lasciamo alle generazioni future il ripensamento dell’eredità costituzionale.”

Ecco, fanno bene le parole di Tocci, e sono davvero contento di averlo ospite a Minturno, per un evento di cui vi dirò tra qualche giorno.

E però rischiano anche di cadere nel vuoto. Anzi assistiamo attoniti all’importazione, nel PD, di forme di cesarismo che pensavamo dovessero appartenere solo alla parte a noi avversa. E invece, evidentemente, i germi del ventennio si sono insinuati trasversalmente. Solo così si spiega, tra le altre cose viste negli ultimi giorni, la proposta di inserire il nome del leader nel simbolo del PD. Roba da rabbrividire.

La comunicazione ė tutto, veh?

E allora se questo è il pensiero del responsabile comunicazione del PD, immagino che sia il pensiero del PD.

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Quindi ne deduco due concetti.
Il primo: fai qualunque cosa, l’inciucio, il dalemone, la disparità di genere, la porcata, lammerda. È sufficiente fare qualcosa. Così potrai dire: fatto. E ‘sta cosa mi ricorda tragicamente qualcuno.

Il secondo: il Partito Democratico non serve ad una beneamata minchia.

Leggedimmerda anche al Senato altrimentisaltalaccordo

Ricapitolando: si approva una leggedimmerda alla Camera, dove il PD ha una ampia maggioranza per farne passare, insieme ad altre forze politiche, una diversa. Perché altrimenti saltalaccordo. Però si dice che al Senato, che andrà abolito e dove il PD non ha, da solo, i numeri, la legge dimmerda può essere migliorata. Scusate, ma non saltalaccordo? E se anche fosse, la legge dimmerda torna alla stessa Camera che l’ha votata, così dimmerda, per modificarla, anche se saltalaccordo?

Faccio una previsione? Uscirà la stessa leggedimmerda, anche al Senato.

Altrimentisaltalaccordo.