Archivio mensile:agosto 2016

La bellezza violentata di Bagheria (e non solo)

Trascorro buona parte delle mie ferie in Sicilia, principalmente a Bagheria ma non solo, dal 2011. Ho la fortuna di avere la moglie che ha qui tutta la sua famiglia, persone generose, amorevoli e cordiali come ne ho incontrate molte, qui e in tutto il sud Italia.

Parlo di sud, e di Sicilia, e di Bagheria, perché sembra quasi che più la natura abbia concesso a queste terre bellezze sconfinate, più questa stessa bellezza sia destinata a combattere tra brutture, miserie, indifferenza.
Dal 2011 ho visto all’opera a Bagheria amministrazioni di centrodestra, centrosinistra e del M5S. Ma la sensazione di tristezza che mi pervade quando percorro le sue strade è la medesima da sei anni a questa parte. In un Comune complesso come Bagheria posso immaginare che i problemi siano innumerevoli, al pari di tanti comuni, del sud, del centro e del nord: disuguaglianze crescenti, mancanza di fondi per il sociale e per i servizi essenziali, scuole e strutture pubbliche fatiscenti, manutenzione ordinaria degli spazi comuni al limite dell’impossibile. Quindi la mancanza di pulizia nelle strade e la carenza nella raccolta dei rifiuti sono disservizi che si sommano ad altri disservizi che probabilmente hanno un impatto ancora più negativo sulla comunità bagherese. Però proprio perché la sporcizia finisci per avercela sempre sotto gli occhi, e costituisce quel manto che ricopre tutta la bellezza che ha baciato queste terre, allora ti chiedi come è possibile che non si riesca nemmeno a spazzare le strade.

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Conosco la storia del Coinres, degli affidamenti diretti del servizio di raccolta dei rifiuti appellandosi al 152 e non è mia intenzione esprimere giudizi sulla bontà o meno dei provvedimenti dell’amministrazione comunale. Tra qualche giorno inizierà la raccolta porta a porta e questo è sicuramente un bel segnale. Voglio sperare che si lavorerà di pari passo tanto per raccogliere i rifiuti prodotti nelle case dei cittadini quanto per dare alle strade della città quel decoro che Bagheria merita. Mi si dirà che le persone sono “vastase”. Certo, vastasi ce ne sono, ma probabilmente c’è, in via prioritaria, l’esigenza di far riappropriare le persone, vastase o meno, dell’idea della bellezza. Perché qua sembra che al brutto si siano abituati tutti, ma proprio tutti. È normale zigzagare tra la sporcizia, come lo è vedere persone che guidano senza casco, come lo è costruire abusivamente su coste meravigliose o in campagne feconde di frutti, come lo è l’indifferenza nei confronti della mafia e delle sue attività imprenditoriali.
Bellezza e legalità, le due parole d’ordine per creare una nuova coscienza collettiva. Sono percorsi lunghi e tortuosi, che si compiono in lustri, in decenni. Ma i semi prima o poi vanno gettati.
Spero vivamente di poter constatare con i miei occhi, tornando qui negli anni prossimi, un cambiamento reale.

Questa terra, e con le tutte le persone per bene che la abitano, se lo merita.

p.s. Le foto ritraggono due strade a caso che percorro a piedi per andare in edicola la mattina. Ne avrei potute aggiungere molte altre, ma va bene così, purtroppo.

Giù le mani da Altiero Spinelli (e da Ventotene)

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Una parola per definire il tre pseudo-leader europei che oggi porteranno i loro omaggi alla tomba di Altiero Spinelli, nella speranza che il padre fondatore dell’Europa infonda loro la saggezza per riformare “dal basso” le istituzioni comunitarie?

Indegni. Semplicemente indegni di tale compito. E soprattutto incapaci di portarlo a termine. Come potrebbero del resto avere i tre successo, loro che sono parte del problema? Renzi continua a vantarsi di successi planetari che vedono solo lui e i suoi corifei, sempre più realisti del re. Riunisce stancamente i due amici, approfittando della fuoriuscita dalla partita delle Gran Bretagna ma debole per gli scarsi risultati ottenuti in campo economico. Cornuto e mazziato, per aver raggiunto la crescita zero continuando ad applicare i modelli economici fallimentari che la UE impone ai suoi membri, perpetuando all’infinito il loop di sacrifici-austerità-mancanza di crescita-aumento delle disuguaglianze-malcontento-crescita e populismi. Renzi che la possibilità di aprire la strada ad una Europa diversa l’ha avuta, e sarebbe bastato dare una mano sostanziale ad Alexis Tsipras e alle richieste di cambio di passo del popolo greco, lasciati invece all’ineluttabile destino di svendere il proprio paese ai partner della UE. Hollande semplicemente non pervenuto.

Merkel che gioca le sue partite interne in vista delle prossime elezioni, e quindi state certi che per un anno non si muoverà foglia.

Ecco, Spinelli diceva che ci volevano anche uomini nuovi per dar vita all’Europa. All’orizzonte non se ne vedono, e i tre che si blindano nelle acque antistanti Ventotene, beh, lo lasciassero riposare in pace Altiero Spinelli.

Roma 2055 (te le do io le Olimpiadi)


L’altro giorno mentre guardavo Italia-USA, semifinale di pallavolo delle Olimpiadi, mi veniva in mente il Velodromo Olimpico dell’EUR. Demolito, in una nuvola di polvere e amianto, per decisione di qualcuno da incriminare e passare per le armi senza processo. Ci sarò stato due volte in vita mia. La prima nel 1983 ad una festa nazionale de L’Unita, ultimo Berlinguer e mia prima lattina di birra. Poi negli anni ’90, forse per un concerto, non ricordo bene.Pensavo al velodromo e alla fine che fanno gli impianti quando i riflettori sui giochi sono spenti e la vita delle città riprendono più o meno come prima.

Ecco, la differenza la la fa quel più o meno, parlando di sport. Nel senso che intento delle Olimpiadi dovrebbe anche quello di lasciare un segno positivo nella cultura sportiva della città e del Paese che lo ospita.

Sono personalmente contrario a tenere le Olimpiadi a Roma nel 2024. Non ne faccio un problema di corruzione negli appalti, penso che esistano strumenti per impedire infiltrazioni e malversazioni. Altrimenti chiudiamo un Paese e non facciamo più niente.

Penso invece che Roma, e il Paese, non possano permettersi di spendere miliardi di Euro in una città nella quale è diventato difficile vivere la quotidianità. E non parlo solo di infrastrutture, di trasporti, di buche, di monnezza. Ma di disuguaglianze, di povertà diffusa, di pezzi di città che nemmeno si conoscono tra loro, di ascensore sociale bloccato, altro che autobus che non passano.

Penso anche che le Olimpiadi sono utili se creano un movimento culturale e sportivo nel Paese che poi fa si che gli impianti non restino cattedrali nel deserto dopo la cerimonia di chiusura. Siamo pronti a questo? Secondo me no.

Siamo un paese calciocentrico, gli altri sport praticamente non esistono. Palazzetti dello sport vuoti, copertura televisiva praticamente nulla, pochi soldi per le federazioni. Ah, le federazioni, da sempre bacino di voti per politici che diventano presidente senza alcuna competenza specifica che magari restano là vent’anni. Ma del resto che volete in un Paese che si affida a Montezemolo, a Malagò, a Cristillin (provate a chiederle che fine hanno fatto gli impianti di Torino e dintorni) per organizzare i Giochi?

Per non parlare della assoluta mancanza della promozione della cultura sportiva nella scuola, due ore di educazione fisica alla settimana in palestre e impianti che quando va bene sono fatiscenti.

L’Italia, quindi, è pronta ad una riforma complessiva del mondo dello sport nel nostro Paese? No, tutti impegnati a calcolare quanti turisti far arrivare nel 2024. Spremere il limone sperando che i conti non siano troppo in rosso, e via.

Ecco, sinceramente di un altro velodromo da abbattere, nel 2055, non ne sento proprio il bisogno.

Fai agli altri esattamente quello che…

Quanto può apparire consolatorio guardare alle disgrazie altrui. Quanto può essere liberatorio poter urlare: sei come me!!! Nelle vicende che coinvolgono l’assessore all’ambiente di Roma Muraro assistiamo ad una ulteriore fase dell’imbarbarimento del dibattito nel nostro Paese. Come se non ci fossero bastati vent’anni di Berlusconi, continueremo ad espiare per non so quanto tempo ancora.

Le telefonate tra Muraro e Buzzi non cambiano nulla delle responsabilità politiche che ha avuto il PD, nel suo complesso, nel non accorgersi di ciò che combinavano alcuni suoi dirigenti. Non mi risulta che Muraro sia mai stata iscritta al M5S, quindi urlare a squarciagola “Pure voi! Pure voi! è qualcosa che rasenta il ridicolo.

Altro è, invece, dire che la scelta di Muraro assessore è stata davvero improvvida. Già portatrice sana di una sorta di conflitto di interessi per il solo fatto di essere stata in AMA per dodici anni.

E poi, sostenitori del M5S, immaginate la situazione a parti invertite. Un assessore di qualsiasi altro partito con il curriculum di Muraro, che viene intercettato a parlare con Buzzi. Avrebbero anche potuto disquisire amabilmente di Totti, del festival di Caracalla, dei rigatoni con la pajata. La sentenza di condanna sarebbe già stata emessa. Che nel Paese esista il malaffare, la corruzione, la malapolitica è indubbio. Ma non è con il vostro manicheismo a senso unico che si compirà la moralizzazione della nazione. Meditate.