Brucia Londra, brucia

“La gente non decide da un giorno all’altro di appiccare le fiamme. È un lungo processo. Sono tutti gli abusi subiti, tutto il malcontento covato per anni a scoppiare. Ecco cosa succede quando una comunità viene abbandonata a se stessa, quando la politica non se ne fa carico. Condanno le violenze, ma solo in parte. Condanno molto di più la violenza economica: la disoccupazione, la mancanza di opportunità che nega ai giovani un futuro. È una violenza che non viene riconosciuta. Ci si sofferma sul sintomo e non sulla patologia: il sintomo sono le violenze di sabato, ma la patologia è l’alienazione di un’intera comunità lasciata a se stessa”.

Nelle parole di Lee Jasper, “leader” delle proteste in atto a Londra e nel resto dell’Inghilterra, il fallimento delle politiche economiche e sociali del Regno Unito. Ken Loach ci andrebbe a nozze, con una sceneggiatura del genere. Ma non è che in Italia stiamo messi meglio. Mancano solo le rivolte per strada. La disoccupazione, la mancanza di opportunità che nega ai giovani un futuro c’è tutta. Ci salva solo il welfare familiare.

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