Corde che si spezzano

Non va. Non può andare così. Anche il senso di responsabilità ha un limite. Quand’anche fosse responsabilità. E nel caso di molti nemmeno lo è. Si tratta piuttosto di un disegno preciso. Perchè si sapeva dall’inzio che la situazione sarebbe stata esattamente e irrimediabilmente questa. Un ricatto continuo. E quindi serve un’altra responsabilità. Non quella nei confronti delle cose da fare, che tanto questo governo non riuscirà a fare nulla di ciò che serve realmente al Paese (e anche questo si sapeva). Serve la responsabilità politica di ammettere i propri errori, ossia che questo governo, così come è nato, nemmeno doveva nascere. Diciotto mesi, poi due anni, poi tre. Per fare cosa? Per fare da stampella ai guai giudiziari di Berlusconi? Perchè altrimenti cade il governo? Ma la dignità, in questo partito, che fine ha fatto? Abbiamo digerito i rinvii su F-35, su IMU, sulla legge anticorruzione (approvata oggi all’unanimità in commissione giustizia, ma voglio vedere in aula). Adesso anche le forzature nei riguardi della Corte di Cassazione. Perchè il rinvio di tre ore ci può anche stare, ma è la motivazione che grida vendetta.

La corda si spezza con gli elettori, Epifani, non con il PDL. Con il PDL ce la stiamo mettendo al collo, la corda. Ma anche la corda al collo, evidentemente, diventa un’ancora di salvezza per chi ha voluto tutto questo. I 101, i responsabili, quelli che vorrebbero che nelle mozioni congressuali fosse reso obbligatorio il sostegno al governo PD-PDL. Ma facciamolo subito il congresso, e facciamo il PD che vogliamo, noi che ci abbiamo sempre creduto. E mandiamo in pensione un gruppo dirigente cialtrone, i vecchi e i giovanivecchi che ci hanno portato esattamente dove volevano perchè altrimenti non sarebbero sopravvissuti ad una stagione politica nuova, che sanno vivere solo di tatticismi, di formule, tanto più valida quanto più astruse e incomprensibili. Aria. Nuova.

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