De Juventute

Vabbè, il mio amico Jacopo penserà che inizio a gasarmi per la Juventus. Non in questo caso. C’è erba da mangiare, ancora. E tanta. Si vedrà. Voglio invece parlare di gioventù, di giovani, di ragazzi, di politica. Il là me lo offre Cristiana, con la sua storia, tanto cruda quanto vera. Una storia che ci parla di un paese che, allo stato attuale, offre ai propri ragazzi un biglietto di sola andata. Via, si parte, si parta. Lontano dalla corruzione, dal così fan tutti, dal così è se vi pare, dalla burocrazia che fa scendere il latte alle ginocchia, dalla mancanza di  opportunità, dal credito che non fa credito. Da tutto. Dalla politica. Quella che dovrebbe offrite la prospettiva, indicare la strada, e che invece s’è pigliata i punti di fuga con tutto l’asfalto. Ieri sera partecipavo al direttivo del mio circolo e ascoltavo le parole dei “grandi”, degli “esperti”, di quelli che la politica è una cosa seria, lasciatela fare a chi ne capisce. E giù con l’alchimia, con il calcolo per il puro calcolo, con la tattica, manco fossero stati tanti micromaxi Arrigo Sacchi, quello si che con la tattica c’ha fatto la rivoluzione. E pensavo: ma un partito così, il mio PD, ma che cazzo c’avrà da dire ad un giovane del mio Comune?  A parte l’inerzia a naso tappato, giusto perchè dall’altra parte ci stanno le trote e i porcelli e la gnocca e il dito medio, ma perchè una ragazza e un ragazzo che sia affacciano alla vita, allo studio, al lavoro, alla famiglia, dovrebbero scegliere noi? Perchè l’amico di Cri che vuole aprire il ristorante dovrebbe guardare con fiducia alla nostra classe dirigente? Quel politico al quale rivolgersi potrebbe essere chiunque, anche il nostro consigliere comunale, il nostro assessore, il nostro consigliere regionale. Il nostro parlamentare. Chiunque. Chiunque. Chiunque, cazzo. E allora mi viene da pensare a quello che doveva essere il PD, alle nostre speranze, alle speranze di un Paese. E vedo la realtà. Vedo i personalismi. Vedo la mancanza di coraggio. Vedo il compromesso. Sempre. Ovunque. Comunque. E non ce la faccio. Voglio che Bersani mi dia un motivo per votare il PD senza turarmi il naso. Voglio che il Bersani o chi per lui dia a tutti i ragazzi e le ragazze italiane un motivo per votarci senza che debbano, per forza, turarsi il naso. Lo pretendo.

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