Della decantazione (ovvero come gettare la posa nel contenitore giusto)

Sia chiaro, non è che non condivida le preoccupazioni di Veltroni. Gli effetti del berlusconismo, sul tessuto civile del nostro Paese, sono stati devastanti e rischiano di esserlo ancora di più. Però continuo a non capire. La “spallata” al governo è fallita a dicembre e, ad oggi, gli unici che possono staccare la spina al governo sono quelli della Lega. Più il governo è in difficoltà politica (in numeri il governo ce li ha, il resto sono chiacchiere), più la Lega alza la posta per continuare a coprire il sedere di B. Anche se l’esito delle elezioni amministrative dovessere essere negativo per l’Asse PdL-Lega (ossia perdono Milano), credo troverebbero nuovo cemento per consolidare il loro patto scellerato. Detto questo, Veltroni non vuole le elezioni ma chiede a Casini di allearsi per le elezioni. Tres bizarre. Continuare, poi,  a disegnare scenari futuribili mi sembra un esecizio alquanto sterile, soprattutto quando, antiberlusconismo a parte, non si capisce bene quale dovrebbe essere il programma concreto di una coalizione “di decantazione”. Siamo sicuri che sarebbero tutti d’accordo con la proposta Ichino sul precariato? E la nuova legge elettorale? Università e ricerca? Diritti? Scuola? Fiat? A meno che che allearsi con l’UDC non comporti un significativo spostamento al centro del PD, e a quel punto credo che potrebbe divenire un sogno anche il 25%. Altro che stagione riformista da riaprire dopo che tutto è decantato. Al netto dei programmi, poi, ci sono le persone. Veltroni premier? Casini? Fini? Montezemolo? Cioè, si vota tra un anno, o due, e ci siete sempre voi di mezzo? Poi magari si aspetta la decantazione, passa un altro paio d’anni e ci siete sempre voi a contendervi la leadership? Quando il vino decanta, la posa non si beve, si getta. Allora facciamo così. Mi avete convinto. Sono a favore della santa-alleanza-decantatrice.  A patto che nessuno degli attuali dirigenti “storici” di PD, UDC, FLI, SEL, IdV, Sinistra si ripresenti. Veltroni, Casini, Bersani, D’Alema, Pisanu, Di Pietro, Vendola, Fini, Letta, Lombardo, Bindi, Granata, Cesa, Volontè, Giordano, Diliberto, Salvi, Finocchiaro, Donadi. Tutti via. Tutti. Ci state? Così iniziamo a decantare.

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