Di lavoro dignitoso, di povertà, di musica

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In un concerto come quello di Bruce Springsteen al Circo Massimo, ieri sera, ciascuno può scegliersi il momento magico, il pezzo più desiderato, l’emozione più forte. C’è solo l’imbarazzo della scelta, tra le hit più famose, i pezzi più intimi, il puro divertimento del ballo scatenato. I titoli li conoscete, non c’è bisogno che ve li ripeta.

In questo periodo di notizie tragiche che arrivano da ogni parte del mondo (salvo proclamarsi #jesuis solo quando la carneficina ha copertura mediatica) le TV hanno dato giusto risalto alla dedica di Land of Hope and Dreams alle vittime di Nizza. Non è una sorpresa, la sensibilità del Boss su questi argomenti. Sull’attacco alle Torri Gemelle c’ha scritto un album sano, e non solo. Zero risalto invece è stata data alla sua dedica di The Ghost of Tom Joad alle persone italiane in difficoltà, lavoratori, disoccupati, poveri.

Ecco, il mio momento magico, ieri sera è stato questo. Un fratello, uno zio, un padre putativo viene a ricordarci, da lontano, quello che non dobbiamo mai dimenticare. Il silenzio della miseria, di chi vive in difficoltà, di chi non ha un lavoro dignitoso, di chi dorme sotto un ponte, non fa clamore.

Uomini a piedi lungo i binari
diretti non si sa dove, non c’è ritorno;
elicotteri della stradale che spuntano dalla collina,
minestra a scaldare sul fuoco sotto il ponte,
la fila per il ricovero che fa il giro dell’isolato:
benvenuti al nuovo ordine mondiale.
Famiglie che dormono in macchina nel Sudovest
Né casa né lavoro né sicurezza né pace.

La strada è viva stasera
ma nessuno si illude su dove va a finire
sto qui seduto alla luce del falò
e cerco il fantasma di Tom Joad.

Tira fuori un libro dal sacco a pelo
il predicatore accende un mozzicone e fa una tirata
aspettando il giorno che gli ultimi saranno i primi e i primi gli ultimi
in uno scatolone di cartone nel sottopassaggio
ho un biglietto di sola andata per la terra promessa
hai un buco in pancia e una pistola in mano
dormi su un cuscino di sasso
ti lavi nell’acquedotto municipale.

La strada è viva stanotte
ma dove va a finire lo sappiamo tutti;
sto qui seduto alla luce del falò
e aspetto il fantasma di Tom Joad.

Diceva Tom: “Mamma, dovunque un poliziotto picchia una persona
dovunque un bambino nasce gridando per la fame
dovunque c’è una lotta contro il sangue e l’odio nell’aria
cercami e ci sarò.
Dovunque si combatte per uno spazio di dignità
per un lavoro decente, una mano d’aiuto
dovunque qualcuno lotta per essere libero
guardali negli occhi e vedrai me”.

La strada è viva stasera
ma nessuno si illude su dove va a finire
sto qui seduto alla luce del falò
assieme al fantasma del vecchio Tom Joad.

p.s. Aggiornamento. La dedica era tutta per loro.

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