E il modo ancor m’offende

Da tifoso della Juve figurarsi se non sono contento che Antonio Conte alleni la nazionale. Conte è un allenatore di cervelli, prima che di piedi e gambe e muscoli, e magari riuscirà a plasmare a sua somiglianza anche la squadra azzurra, 22 piccoli ultrá guidati da un capoultrá.
Al solito, quello che lasciano perplessi, però, sono i modi. Una fuga dal ritiro della Juve tanto improvvisa quanto attesa. Tra il detto e il non detto, il confessabile e l’inconfessabile. Un presidente della federcalcio indegno, roba che nessun paese civile avrebbe tollerato. Insomma, una storia italica, classica, di quelle che ci fanno apparire piccoli piccoli, al di là dei meriti sportivi, se ci saranno. Avremmo bisogno di parole chiare, di persone limpide, di percorsi lineari, di esempi positivi. Nello sport, come in politica, e nella vita di tutti i giorni.
E invece vincono ancora i Tavecchio, i Conte, i Verdini.

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