Fuori la Lega dallo Stato

È il grido al quale sono stati accolti Matteo Salvini & Friends, consiglieri regionali lombardi che, indefessi, volevano lavorare pure ieri, giorno di festa nazionale.  Si sono messi con le scrivanie in galleria a Milano, ma fortunatamente sono stati spernacchiati dai passanti e sgomberati dalle forze dell’ordine per motivi di ordine pubblico, e a ragion veduta, stavolta.

Questo è uno dei tanti episodi che ha visto la Lega protagonista, in negativo, delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Italia.

Ministri assenti in Parlamento, Bossi che chiacchiera durante l’inno nazionale, coccarde che si confondono con fazzoletti. Altri leghisti a lutto oppure a casa con i bambini, visto che il 17 marzo la baby-sitter non lavora.

Un discreto bestiario, non c’è che dire.

E si meravigliano pure se qualcuno,  stufo del loro essere tracotanti, ignoranti, buffoni e irriguardosi nei confronti della Nazione e dei suoi simboli, pensa di zittirli in un’occasione come quella delle celebrazioni in corso in questi giorni.

Peccato ci sia ancora qualcuno disposto a spacciare gli atteggiamenti della Lega come “goliardate”.

Peccato ci sia anche qualcuno che continua a considerare la Lega un interlocutore per riformare la costituzione. Quella stessa costituzione che la Lega offende quotidianamente.

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