Il cane morde sempre in culo allo stracciato

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Si scopre (?) in questi giorni la grande truffa sull’olio. E poi c’è quella sul vino, sulle mozzarelle, sul tonno, sul formaggio, sulla carne, sulla maggior parte dei cibi che mangiamo. Nessuno sano di mente può pensare che un litro di olio extravergine di provenienza italiana possa costare 4 € al litro, o vino decente 1,5 € al litro. Però poi questi prodotti sugli scaffali ci stanno, e al di là di quello che si trova scritto sulle etichette, in maniera più o meno comprensibile, della tracciabilità e di tutto il resto, i consumatori comprano. Con la crescita delle disuguaglianze socio-economiche nel Paese non si fa fatica a capire chi, nella maggior parte dei casi, sia diventato il maggior consumatore di prodotti a basso costo (e bassissima qualità). In sostanza chi sta bene economicamente mangia meglio di chi ha difficoltà. E quindi oltre al danno di vedere eroso il proprio potere di spesa, la beffa di essere costretto a nutrirsi di prodotti scadenti. Non siamo al junk-food ma poco ci manca.

Come potremmo chiamarlo, food-divide?

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