Il Governo della Grande Catarsi (e del grande silenzio)

O dell’abiura. Fate voi.

Se davvero deve farsi il governo PD-M5S-Quellocherestadellasinistra, allora occorre azzerare tutto. Bene chiedere l’abolizione immediata dei due decreti sicurezza, della legge sulla legittima difesa, bene la discussione sul taglio dei parlamentari, bene i 5 e 10 punti, ma contemporaneamente occorre farla finita con jobs-act, buona scuola e cose del genere.  Voglio dire che, se davvero si vuole dare seguito alle tanto sbandierate buone intenzioni, che per ora sono solo tali, occorre presentarsi davanti agli italiani, chiedere scusa per le minchiate fatte in tempi recenti e meno recenti da ambo le parti, e utilizzare paradigmi nuovi e per certi versi inesplorati.

C’è una crisi ambientale e climatica  nel pianeta? Allora occorrono soluzioni forti, adesione totale ai protocolli riduzione di tutto ciò che nuoce al pianeta, investimenti su rinnovabili, packaging sostenibile, stop plastica, le lobby e alle multinazionali se ne facessero una ragione. C’è una problema migratorio legato alla crisi climatica che porterà milioni di persone a fuggire dai loro Paesi? Il mondo se ne faccia carico, l’Europa detti la linea e l’Italia giochi un ruolo di rinnovata leadership nel vecchio continente, proponendo da subito la modifica del trattato di Dublino e proponendo una modalità differente di  gestione dell’accoglienza sia per motivi umanitari sia per chi si muove dall’Africa, dall’Asia, dalle Americhe verso il nostro continente semplicemente per cercare una vita migliore. Come fare?  Personalmente sono profondamente convinto del fatto che le persone, ovunque esse nascano, debbano avere la libertà di muoversi per tutto il pianeta a loro piacimento, a maggior ragione se vivono in Paesi dove sono perseguitati o discriminati per idee, religione, orientamenti sessuali. Ma al di là dei casi che si presterebbero al riconoscimento di rifugiato politico, credo che ogni uomo e ogni donna abbia il diritto di poter cercare la propria felicità ovunque nel mondo, al pari di ciò che accade a noi che dopotutto abbiamo sola la fortuna di essere nati nella parte ricca del globo, e che in forza di questa botta di culo possiamo sostanzialmente decidere di vivere e lavorare e mettere su famiglia dove vogliamo, o quantomeno abbiamo la possibilità almeno di provarci. Fatta questa premessa, occorre però anche rendersi conto che una buona parte di chi va via dal proprio paese in Africa, in Asia, in America e prova a raggiungere l’Italia o l’Europa lo fa, quando non perseguitato, per provare a migliorare la propria condizione economica e che quindi potrebbe essere interessato a vivere lontano dalla sua terra per periodi di tempo più o meno brevi, magari stagionali.

Parlando con un amico senegalese che ho conosciuto grazie al Baobab, lui mi diceva: sai, non è che tutti quelli di noi che partono vogliono vivere per sempre in Italia, o in Europa. Andrebbe più che bene venire per lavorare qualche mese, e con quei soldi guadagnati potremmo far studiare i figli, vivere dignitosamente, e soprattutto stare nella nostra terra. E allora una soluzione potrebbe essere, ad esempio, quella di aprire dei canali legali per l’ingresso di lavoratori stagionali nell’agricoltura, nel turismo, da Nord a Sud dello stivale, tramite accordi con i paesi di origine coinvolgendo le istituzioni, le associazioni di categoria, i datori di lavoro, i sindacati. Un circolo virtuoso nel quale inserire case dignitose ad affitti concordati, trasparenti e contrattualizzati, salari che rispondono ai CCNL di settore, zero lavoro in nero. Un modo per sconfiggere il caporalato, la schiavitù, la concorrenza sleale di chi fa produzione abbassando i livelli salariali, azzerando i diritti, sfruttando uomini e donne, evadendo il fisco. Per provare ad interrompere la filiera dello sfruttamento che arricchisce la grande distribuzione e affama i braccianti. E anche un modo per evitare le traversate nel deserto, i campi lager, gli aguzzini libici, gli scafisti, i morti in mare. A proposito di morti in mare, altra soluzione da proporre è quella di finanziare nuovamente missioni europee di pattugliamento e soccorso nel Mediterraneo, con annesse modifiche al regolamento di Dublino e contestuale definizione di un sano principio di ripartizione tra i paesi che si rendono disponibili ad accogliere i migranti. Cambiare paradigma vuol dire smetterla di attaccare le istituzioni europee e gli altri paesi, in una continua prova muscolare che piace ai fan ma che non risolve uno straccio di problema. Si ha la volontà di fare questo? Allora ha un senso provare a mettere su un nuovo governo.

In generale, va affrontata a livello planetario la necessità non più eludibile di pensare ad nuovo modello di sviluppo economico. Quel’è la strada? Ce la indica Mariana Mazzuccato, economista, in questa intervista. Il rischio che si corre, altrimenti, “è quello di una nuova ondata di fascismo, perché gli effetti di scelte economiche sbagliate si misurano non solo sul Prodotto interno lordo, ma soprattutto sulla società”.

Cosa servirebbe al nostro Paese? Investimenti. Pubblici e privati. Ma soprattutto pubblici. In infrastrutture davvero utili, all’interno di un piano generale dei trasporti che traguardi un orizzonte di trent’anni almeno. Mobilità integrata nelle aree metropolitane, nuova cura del ferro, finire le opere già in corso di realizzazione (ahimè non ha più senso, oggi, bloccare la Torino-Lione) e finanziare molti progetti che già ci sono, rivisitati e adeguati ad esigenze di sostenibilità e una attenzione particolare al Sud, che ancora oggi soffre di carenze di collegamenti che rendono difficile valorizzare come si deve le bellezze naturali, le eccellenze enogastronomiche, il patrimonio culturale del nostro meridione. Investimenti pubblici in edilizia scolastica, edilizia carceraria, edilizia sanitaria. A proposito di sanità, ribaltare il modello della Regione Lazio, basta soldi ai privati, perché le eccellenze del Gemelli o del Campus Biomedico Universitario non debbono essere realizzate in strutture pubbliche al 100%? Sanità accessibile a tutti, assunzione di medici, azzeramento delle liste di attesa, non è concepibile che ai nostri tempi ci siano intere fasce della popolazione che non hanno accesso a cure mediche in tempi rapidi, salvo doversi rivolgere al privato, se hai i denari ti curi, se non ne hai crepi.

Investimenti nella scuola (stabilizzazione dei precari meritevoli, basta con i presidi manager, messa in sicurezza di tutti gli edifici scolastici), investimenti nella ricerca da portare a percentuali sul PIL ai livelli europei, investimenti sull’Università, debellare le baronie e i potentati che tarpano le ali ai giovani ricercatori e agli aspiranti docenti, basta applicare il modello di uno qualsiasi di Paese come Olanda, Germania, Francia, Inghilterra.

Redistribuzione delle ricchezze mediante un welfare che garantisca assistenza e opportunità per tutti coloro che sono in difficoltà, sostegno alle famiglie, tutte le famiglie, alle giovani coppie, tutte le coppie, ai ragazzi in cerca di una casa, lotta alle disuguaglianze che sono la vera miccia del conflitto tra ultimi e penultimi.

Reintroduzione dell’IMU sulla prima casa per finanziare un grande piano nazionale di edilizia popolare di qualità. Nel frattempo stop agli sgomberi, con la sola eccezione di Casapound perché i fascisti non devono avere alcuno spazio di parola e di agibilità democratica.

Revisione della legge Fornero per tener conto di lavori usuranti, dei lavoratori precoci, di chi ha avuto discontinuità retributive, delle lavoratrici impegnate nel doppio lavoro in casa e fuori casa.

Impegno serio, serissimo, sul fronte della sicurezza sul lavoro, introducendo finalmente la patente a punti per le imprese e parallelamente assumere un numero congruo di personale qualificato che faccia controlli serrati sui posti di lavoro.

Lotta senza quartieri al lavoro nero, prima fonte di insicurezza, allo sfruttamento, al caporalato, alla riduzione in schiavitù, al precariato legalizzato, applicando i CCNL e approvando una legge sulla rappresentanza che metta fuori gioco pseudo-associazioni sindacali che d’accordo coi padroni firmano contratti capestro che non fanno altro che favorire dumping salariale e sfruttamento dei lavoratori.

Lotta all’evasione fiscale. Basta, basta, basta ai condoni, ai rientri dei capitali, ai ravvedimenti farlocchi, ai premi ai furbetti, e chi ha sempre pagato paga sempre tutto, senza sconti.

Lotta alla criminalità organizzata, alla mafia, alla camorra, alla ndrangheta, alla Sacra Corona Unita e a tutte le mafie che agiscono sul territorio, spezzando il filo che unisce politica, impresa, malavita.

Dove si trovano i soldi per fare tutto questo? Si fa deficit. Punto. I vincoli, i parametri, nella loro rigidità, provocano solo austerità. L’abbiamo già provato. Occorre imporre all’Europa un cambio di registro, ma non con le cannonate e con l’insulto continuo, ma con la forza della ragione.

Qualcosa ho dimenticato, ma credo che il senso delle mie parole sia arrivato forte e chiaro.

A corollario di tutto, credo che siano necessarie altre due condizioni: una la indica Gad Lerner nel suo articolo di ieri: il PD, e aggiungo M5S e Quellocherestadellasinsitra, evitino di partecipare direttamente al nascente governo con loro uomini, donne, parlamentari, ma indichino nomi di personalità d’area. Non un governo tecnico, sia chiaro, ma personalità non immediatamente riconducibili ai partiti facenti parte del governo.

La seconda è il silenzio. Basta esternazioni via TV, Radio, Social. Basta parlare, soprattutto basta scontri. Ci vorrà del tempo per far scemare il livello di polemiche, di insulti che i due maggiori contraenti di questo nuovo patto governativo si sono scambiati reciprocamente in questi anni. Chi avrà responsabilità di governo, chi sosterrà in Parlamento questa nuova maggioranza, abbia la decenza di tacere ed eviti di segare quotidianamente il ramo sul quale è seduto.

Ad ogni modo, di tutto quanto accaduto in queste settimane, due cose mi hanno colpito maggiormente. La capacità di Salvini di dilapidare una forza che sembrava inattaccabile. E’ quello che succede a chi è troppo sicuro di sé, ma occhio che l’uomo non è sconfitto, e soprattutto non è sconfitto l’odio che a seminato nel paese in questi anni. E comunque diffidare sempre da chi chiede per sé pieni poteri, come Mussolini all’indomani della marcia su Roma.

Al seconda è Renzi. Il fatto che sia assurto a salvatore dei destini della patria mi dà alquanto fastidio, non per la cosa in sé, ovvio, ma perché non riconosco all’uomo alcuna della capacità che tanti, troppi, continuano ad attribuirgli anche in queste ore. Resta, a mio avviso, un arrogante, spocchioso, opportunista che in questa fase ha solo intravisto il modo di continuare a contare sulla scena politica nazionale. Se fosse stato un uomo che teneva alle sorti della nazione, non sarebbe stato a mangiare popcorn fino a dieci giorni fa.

Vabbè, io ho finito, chiudo il libro dei sogni e torno alla dura realtà. Spero solo che ciò che si sta provando faticosamente a costruire in queste ore non si trasformi nell’ennesima occasione persa per rendere il nostro Paese, il Mondo in cui viviamo, un posto migliore.

 

 

Loading Facebook Comments ...

Rispondi