Il rispetto che manca

Ballarò l’ho visto a spizzichi e bocconi, ieri sera. C’era la Juve, è comprensibile. Finita la partita mi sono sorbito l’intervista a Renzi, finalmente incalzato da un giornalista che non piega la testa davanti al potente di turno. Da quel che ho visto c’era Pippo in gran forma, che ha espresso bene il timore di avere un governo troppo di sinistra. Meglio stare con i piedi per terra, non si sa mai.

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Però nell’intervallo ho visto al volo il collegamento con i pensionati e ho provato una grande tenerezza e una grande rabbia insieme. La dico in maniera brutale: alimentare il conflitto sociale mettendo figli contro padri è criminale. Dileggiare le piazze nelle quali i pensionati manifestano per difendere i loro diritti e i diritti delle generazioni future lo è altrettanto. Se il Paese regge, se c’è un welfare familiare parallelo che consente a tantissimi under 45 con lavori e situazioni precarie di tirare avanti lo dobbiamo anche a loro. Ci vuole rispetto. Un rispetto sacro. Quello che manca quando si utilizza la boutade del gettone e dell’Iphone. Anziani trattati come ferro vecchio, da rottamare, appunto. Persone che hanno ancora tanto da dare al Paese in termini di esperienza, di aiuto materiale alle giovani generazioni messe contro il loro stesso sangue, per la sola colpa di aver lavorato una vita ed aver maturato diritti ed una pensione spesso da fame.

Senza rispetto questo Paese non si risolleverà mai.

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