Il silenzio sarebbe d’oro

E così ieri sera si è consumato un copione già scritto, a Servizio Pubblico. Lo show, preparato nei minimi dettagli dagli entourage dei due attori protagonisti, è andato esattamente come doveva andare. Santoro si è fatto il suo record di audience, Berlusconi s’è tirato su le sue percentuali per il solo fatto di continuare a recitare sè stesso in una platea così ampia. Sono trasmissioni che nulla spostano, ma corroborano le rispettive truppe. Con l’unica differenza che B. ha bisogno di ricompattare i suoi, e probabilmente c’è riuscito. Santoro non ha obiettivi politici, nel senso che non ha mai remato a favore del PD e nemmeno stavolta lo ha fatto. Anzi, quando può mazzolare Bersani e co. lo fa. Senza contare gli assist a porta vuota che ha fornito su austerity, tasse e disoccupazione. Chi vota B. non usa il cervello, usa la panza, e in questo senso vale molto di più la scenetta del nano che pulisce la sedia sulla quale era seduto Travaglio rispetto ai pipponi sulla Bundesbank e sulla Deutschbank. Come neutralizzare B. dal punto di vista televisivo? Ignorandolo. In questo caso il silenzio sarebbe d’oro, anche perchè il nemico non è lui, checchè ne di baffino. Con questo schema abbiamo perso e non vinto per vent’anni. Il nemico è il trasformismo di centro. Monti e il montismo. E il finismo, il casinismo. Entriamo nella terza repubblica?

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