L’acqua li bagna e il vento li asciuga

E adesso scatta la corsa per proclamarsi vincitori, nelle elezioni siciliane. Ho vinto, ho vinto! dice Crocetta. Ma che hai vinto, ma che minchia hai vinto? Una regione nella quale votano meno del 50% degli aventi diritto chiunque ha partecipato alle elezioni (eccetto M5S, ahinoi) dovrebbe avere semplicemente la decenza di dire: ho fallito. Abbiamo fallito. Tutti. Senza appellarsi all’antipolitica, al qualunquismo. Ma perchè gli elettori avrebbero dovuto sentirsi attratti da chi ha (s)governato con Lombardo fino a pochi mesi fa, con chi si è alleato con un pezzo di UDC che non ha rinunciato a candidare inquisiti e condannati? Di Musumeci e Miccichè nemmeno parlo. Il tandem Marano-Fava almeno non avevano inquisiti nelle liste, ma comunque non si può dire che rappresentassero una novità politica, nel panorama siciliano. Una classe dirigente che non ha più alibi si arrampica sugli specchi mentre non capisce che attorno tutto crolla, che le persone sono stufe, e che la loro inerzia travolgerà tutto e tutti. Ma di questo ha bisogno la Sicilia? Di questo ha bisogno l’Italia?

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