L’insulto

Ecco un film da non perdere.

Un banale litigio tra due uomini, un cristiano ed un palestinese, diventa un caso nazionale che porta quasi ad una guerra civile, in un paese, il Libano, mai pacificato dopo le guerre che lì si sono succedute a partire dal 1975.

Alla fine i protagonisti mettono da parte un po’ del proprio orgoglio, ma soprattutto riescono ad immedesimarsi nelle tragedie del rivale e riescono così ad ottenere la pace, se non quella delle fazioni che si scontrano in campo aperto, almeno quella interiore. Indicando così la strada per tutti.

Nessuno ha il monopolio della sofferenza, si dice nel passaggio chiave del film.

La storia del Libano è inscindibile dalle vicende che, a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, squassano, devastano il Medio Oriente. Questioni complesse, che al di là dei torti e delle ragioni (che per me sono sempre stati chiari, almeno nella vicenda del popolo palestinese), vedono usare le persone, i popoli, a piacimento delle potenze mondiali a seconda delle convenienze del momento storico. Generando conflitti e le sofferenze, per tutti, che ne seguono. Però forse, se questa fosse la volontà di tutti, la strada della pace potrebbe essere imboccata più facilmente se le parti in causa iniziassero a chiedere scusa per quanto è stato fatto e così voltare pagina. Come è stato fatto in Sud Africa con la commissione per la verità e la riconciliazione fortemente voluta da Nelson Mandela.

Non è facile, ma anche in Medio Oriente i popoli hanno il diritto di vivere in pace, ciascuno sulla propria terra.

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