Mi interessa di più il 2 luglio 2017

Non credo che sarò a Piazza Santi Apostoli il primo luglio.
No, non devo lavare la macchina né tinteggiare il balcone di casa, ma semplicemente ho preso un impegno fuori Roma da tempo.
Però seguirò con interesse quanto succederà in quella piazza, nella speranza che questo appuntamento tanto atteso serva a mettere definitivamente da parte due elementi che per troppo tempo hanno caratterizzato il dibattito a sinistra e le posizioni dei suoi leader: l’ambiguità e, conseguentemente, la mancanza di decisioni chiare.
Ne hanno sofferto alcuni, per motivi diversi (Civati, Fassina, Bersani, Speranza) e ne continuano a soffrire altri (Cuperlo, Orlando, Gotor).
E i tentennamenti, le decisioni ritardate, sono tra le cause che non hanno contribuito a migliorare la percezione della “sinistra” in quel parte dell’elettorato che da tempo aveva capito che Il renzismo non poteva essere un approdo e nel contempo però vagavano (e moti continuano a vagare) senza bussola.
Quindi, se un messaggio deve venire dalla piazza del primo luglio, è esattamente questo: chi sta lì deve essere alternativo al PD.
Non contro.
Alternativo.
Al PD e non a Renzi.
Perché Renzi è il PD.
Lo hanno deciso, legittimamente, le primarie poche settimane fa.
Pensare quindi che il PD possa essere qualcosa di diverso da quello che è stato in questi anni è puerilmente illusorio.
Decidano Pisapia, Cuperlo, Gotor, Speranza, Bersani, Articolo 1, Campo Progressista, parenti e affini.
O di qua, o di là.
Basta ambiguità.
Basta.
Grazie.

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