Ne abbiamo le palle piene…si può dire?

Riflessioni a caldo, terminata la direzione nazionale del PD.
Alla faccia dei propri elettori, il Terzo Polo sarà l'interlocutore privilegiato del PD, anche se Fini e Casini non ne vogliono sapere (fingono per alzare la posta).
Si vota quasi all'unanimità ma i contrasti interni al partito aumenteranno. Dimissioni annunciate poi ritirate, in pieno stile democristiano, da parte di ex democristiani. Prevedo altre adesioni ad UDC e API.
Checchè ne pensi Ignazio Marino e al di là delle posizioni ufficiali, a Bersani e a Baffino L'Alchimista e a tanti altri le primarie stanno profondamente sul culo perchè le perdono. Perchè le perdono? Perchè una buona parte degli elettori del PD (non iscritti, elettori, quelli di cui si parla nello statuto), e la stragrande maggioranza del PdA (Partito dell'Astensione) non ne può più di una classe dirigente del PD che fa le stesse cazzate da minimo 20 anni.
Si chiama istinto di conservazione.
La linea politica del PD non esiste. E se esiste meglio che non esista. Su FIAT e Marchionne ho sentito cose turche, la famiglia questa sconosciuta (nel senso che non conoscono altre famiglie se non quelle tradizionali), precariato boh, nucleare bah e per il resto beh, se ne parla a fine 2011.
Aiuto. 

 

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2 pensieri su “Ne abbiamo le palle piene…si può dire?

  1. camosciobianco

    Triste, molto triste assistere alla lenta disgregazione di un partito potenzialmente forte.
     
    Avvilente constatare l’incapacità di assumere una, che sia una, posizione chiara e univoca su uno dei tanti problemi dell’Italia.
    Dopo il silenzio imbarazzato per Pomigliano ora abbiamo la cacofonia per Mirafiori.
     
    I contrasti interni e le discussioni che ne conseguono ricordano assai i “polli” di Renzo: i vari capetti (da Baffino l’Alchimista come lo chiami tu …) si battibeccano tra di loro facendo la gioia del dittatore di Arcore.
     
    Mi duole constatarlo, ma così agendo il PD è votato alla scomparsa politica. Non rappresenta più che se stesso, ovvero le posizioni dei vari Bersani, D’Alema e Veltroni. Il PD non è lontanamente parente di quello che, ai suoi albori, ambiva a diventare. Non è nemmeno più in grado di ascoltare quanto la sua base elettorale propone o suggerisce.

    Sì, ne abbiamo le palle piene …

    O.

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