Nicola ti chiedo di avere coraggio

E allora, Nicola Zingaretti sarà il candidato del PD alla presidenza della Regione Lazio. Ho per Nicola una stima enorme, immensa, sconfinata. E se da un lato sono contento per il suo “sacrificio” dettato dal senso di responsabilità che sente su di sè all’indomani dello sfacelo al quale abbiamo assistito alla Pisana, dall’altro un pò mi dispiace.

Ho ancora vivo in me il ricordo dell’intervento di Nicola l’anno scorso, a Bologna, durante la manifestazione organizzata da Prossima Italia. Ve lo ripropongo (all’inizio c’è un pò di Debora Serracchiani, portate pazienza).

La sala che se ne cade dagli applausi. E i presenti erano tanti, ve l’assicuro.

Ecco, quel giorno ho pensato che sarebbe potuto nascere qualcosa di grande. E ho anche pensato che, finalmente, una nuova generazione di uomini e donne avrebbe potuto chiedere di essere messa alla prova per la guida del Paese, non semplicemente in virtù della loro età, ma in forza delle freschezza delle loro idee e delle proposte politiche messe in campo. Detto per inciso, in quell’occasione Renzi non faceva parte della compagine. Ma c’era Nicola Zingaretti, e ho pensato che Nicola avrebbe dovuto avere il coraggio di aspirare a traguardi più ambiziosi, piuttosto che “relegarsi” per quattro o otto anni alla guida di una città come Roma. Che avrebbe dovuto buttare il cuore oltre l’ostacolo immediatamente, senza aspettare altri quattro o otto anni per proporsi alla guida del Paese. Pensavo che non avrebbe dovuto aspettare il proprio turno, superati i cinquantanni. La storia di questi giorni ci racconta un esito diverso dai miei desiderata. Ma ritengo, comunque, che Nicola sia una risorsa del PD e quindi ben venga la sua disponibilità per la Regione Lazio. Ma una cosa voglio chiedere, comunque, a Zingaretti.

Coraggio.

Il PD è una roba strana. Bella, bellissima. E tanto strana. E il PD Lazio di più. Sarai tanto più forte quanti più no sarai in grado di dire a tutti quelli che, in queste settimane convulse che ci porteranno al voto, chiederanno qualcosa. Perchè ci saranno. Quelli che temono di essere esclusi. Quelli che sentono la vittoria in tasca e vogliono esserci. Magari nel listino.  Quelli che non hanno capito una minchia del clima che tira nel Paese. Quelli che vorranno alleanze improbabili, tipo con l’UDC che ha sostenuto fino all’ultimo la giunta uscente. Quelli che non si rendono conto di essere stati corresponsabili nelle vicende della Regione Lazio perchè non hanno saputo dire no ad un aumento smisurato dei contributi a disposizione dei gruppi consiliari. E poca importa se i soldi venivano usati per manifesti abusivi che pubblicizzavano iniziative dei capibastone o per le ostriche e le mignotte. La stalla era aperta, la porta la tenevamo anche noi e gli animali sono liberi nelle praterie. Io, nel mio, piccolo, sarò al tuo fianco. Ma voglio vedere il tuo coraggio. Voglio annusarlo. E toccarlo con mano. E farlo mio.

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