Public Enemy Number One (evvai con lo sputtanamento web)

Il nuovo nemico del popolo si chiama Piero Pelù. Premetto che l’ultimo disco decente dei Litfiba per me è Litfiba 3 (anno 1988). E premetto pure che Pelù mi stava profondamente sui cabasisi quando dalle pagine di Rockstar appioppava 2 al 99% dei dischi che recensiva, anche a quelli che per me erano intoccabili, tipo Sign “O” the Times di Prince. Però mi piacevano e mi ricordo un concerto memorabile a Cassino, fuggiti via di corsa perché avevamo la macchina con il telaio della targa dove c’era scritto Formia e se eri di Formia o di quelle parti a Cassino rischiavi di prendere le mazzate serie. Vabbè, non mi dilungo.

Ora visto che non posso essere tacciato di una simpatia particolare per Pelù (che è pure della Fiorentina e oggi sono ancora incazzato per la semifinale di Europa League e quindi avrei un motivo in più per avercela con lui), e premesso pure che su Gelli, contro Renzi, ha detto una immane fesseria, e premesso pure che Voltaire ha sempre ragione e le opinioni restano opinioni e ciascuno si assume la responsabilità di quello che dice, è davvero sorprendente (o forse no) come si sia scatenata sul web (e specificatamentel43-piero-pelù-121228143459_medium su Facebook) la gara a smerdare Pelù. Sulla storia della consulenza al Comune di Firenze stanno pontificando tuttimapropriotutti, e altre cose magari verranno fuori per testimoniare la miseria morale dell’uomo Pelù (che ne so, coprofilia, rapporti con babbuini, tifo per la Juve, passione per il filet-o-fish, una Arna nel garage) che non consentirebbe al Pelù medesimo di poter dire manco mezza parola sul Governo.

Da CT della nazionale ad biografi di Pelù. Potenza del web. Chevoletefà.

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