Quando un anziano muore, è una biblioteca che brucia

Grazie, Michele.

Domenica sera si è spento Giuseppe Paliotto, per tutti Peppe. Aveva 94 anni e fino a quando il suo cuore ha ceduto è rimasto attento, partecipe e appassionato alla vita della sua comunità. Tutti i giorni, inseparabile da cappello e bastone, continuava a scendere nella sua ‘bottega’ sopra la salita. Amava parlare ai giovani e raccontare le conquiste sociali e proletarie del secolo scorso.
Nel dopoguerra, Peppe Paliotto era stato tra i fondatori del PCI locale e, negli ultimi anni, presidente onorario dei DS. In paese c’è ancora chi ricorda i funerali della moglie Vilma, che per le sue esequie volle la funzione religiosa, la bandiera rossa che avvolgeva la bara e la banda che intonava le musiche dell’Internazionale.
Capostipite di una numerosa famiglia originaria di Mondragone e trapiantata a Scauri già dagli anni ’20 dedicandosi ad attività commerciali ‘popolari’ e di immediata necessità. La famiglia Paliotto è da sempre associata ad una parte importante della storia e della politica italiana rappresentata dai valori della Liberazione e dell’uguaglianza. Non si ricorda elezione a Minturno che non ci sia stato un Paliotto candidato nella lista del PCI-PDS-DS-Pd. Nei momenti pubblici organizzati dal suo partito, Peppe Paliotto è stato sempre presente e sempre ha offerto la sua testimonianza diretta con parole in favore del progresso e della giustizia sociale.
Testimone e protagonista degli eventi che hanno attraversato e segnato l’evoluzione della nostra comunità, rimane integro il suo esempio di cittadino, lavoratore e militante.
Michele Camerota

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