Questo è il PD che (ancora) non amo

Andrea dice bene, però le parole di Franceschini non mi convincono del tutto, soprattutto qui:
"Noi difendiamo tutto. Sempre battaglie nobili e giuste ma difendiamo sempre: la Costituzione, l’articolo 18, la stampa, l’autonomia della magistratura, i sindacati, il parlamento e così via. Non dobbiamo rinunciare a queste battaglie, ma o riusciamo a spiegare che noi siamo nati non per difendere l’esistente ma per cambiare il paese o non avremo più con noi le truppe per vincerle, quelle battaglie nobili.(…)Anche qui dobbiamo essere capaci di fare battaglie giuste senza chiederci troppo se ci costeranno in termini di consenso, se verranno capite dai nostri tradizionali mondi di riferimento, se sono troppo moderate o troppo di sinistra"
Allora prendo spunto da Questo è il paese che non amo di Antonio Pascale che, citando Danay, invita a concentrarsi non sul cosa ma sul come. Io aggiungo con quale spirito.
Perchè l'errore che in questi anni ha commesso il PD e tutto il centrosinistra, in tema di riforme, è stato quello di avallare o proporre soluzioni che fossero utili a Mr. B o a settori della su maggioranza e non al Paese. Soprattutto per quanto riguarda l'autonomia della magistratura e la Costituzione. Ho l'impressione che le cose stiano ancora così.
Aggiungo inoltre che il PD dovrebbe provare e conquistare il consenso delle persone che, in Italia, si sentono di sinistra.Tutte quelle che ci siamo lasciate per strada in questi anni.
Andare oltre, cambiando passo.
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