Ripartiamo da qui

Ci sono delle persone che ti porti nel cuore, sempre. Magari non le vedi da anni. Magari le senti una volta all’anno o poco più, e certo con i social network qualche volta può capitare di scambiare due “chiacchiere”. Poi le incontrerai dopo anni, e in quel preciso momento sentirai che il tempo non è passato, che tutto è come prima, quando cazzeggiavi all’università o che ne so io. Qualsiasi cosa la vita ti abbia riservato, qualsiasi strada tu abbia percorso, qualsiasi scelta tu abbia fatto.

Tutto ciò mi è capitato nei giorni scorsi, quando ricevo su FB, da una persona a me carissima, un messaggio di auguri per il Natale e per la mia avventura politica di questi giorni:

“…qui giù invece siamo rovinati, senza speranza di cambiare, senza una classe politica giovane da incoraggiare e sostenere. I pochi che si autoproclamano “nuovi”, “di rottura” e fautori di un cambiamento, sono in realtà attaccati alle sottovesti dei vecchi lupi che hanno distrutto questa terra. Le macchiette di cetto laqualunque sono meno terribili dei nostri governanti veri, dediti solo a fottersi tutto il fottibile chiudendo gli occhi persino di fronte ai bisogni di (sempre più numerosi) padri di famiglia che non hanno i soldi nemmeno per comprare il latte ai bambini.
Lo so, non ho di che lamentarmi, in fondo non ce li hanno calati dall’alto, siamo noi che abbiamo consentito (e continuiamo a farlo) a questi signori (sia di destra che di sinistra, sono un’unica associazione a delinquere) di campare allegramente sulle nostre spalle.

Prima ancora di parlare di lavoro, welfare, sviluppo del territorio, in calabria bisognerebbe ristabilire la democrazia, ormai scomparsa da decenni, uccisa dagli stessi calabresi.
Potrei scrivere un libro sui nostri politici e amministratori, sulla loro malafede e incompetenza, che non sai mai dove finisce una e inizia l’altra, ma mi sono già dilungato troppo…
Scusa lo sfogo…”

Se vi viene in mente la parola qualunquismo per favore rimettetela nel cassetto dei vostri pensieri. Non vivo in Calabria, ma è una realtà che comprendo e che in parte credo di conoscere. Perché di esempi di pessima politica ce ne sono ovunque. La Sicilia è stata martoriata, e ci vorrà ben più di un Rosario Crocetta per farla risollevare. La Campania? Parliamone. E il Lazio? E la Lombardia (si credevano esenti, i Padani, da fenomeni degni del Regno delle Due Sicilie!).   Nessuno è esente. L’impegno di chi, oggi, decide di fare politica deve essere volto ad ascoltare questo grido di dolore. Soprattutto quello che viene dal sud. E a dare risposte. E buoni esempi.

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