Semplificare (ma non troppo)

Oggi pomeriggio ascoltavo Nicola Fratoianni da Lucia Annunziata.

Parole di buon senso sulla situazione economica del Paese, sulle prospettive della sinistra, sul valore del 25 aprile, sui fatti di Torre Maura, sullo sfruttamento dei lavoratori, sugli errori del passato e sui limiti della classe politica della sinistra, anche dei suoi personali.

Nulla di sconvolgente, e nulla di particolarmente complicato. Nel suo caso mi sembrava che le sue parole fossero anche abbastanza distanti da qualsiasi “vocazione pedagogica”, per usare un’espressione di Marco Damilano. Vocazione pedagogica che sicuramente in altre, innumerevoli occasioni, a sinistra molti hanno avuto e continuano ad avere.

E però una cosa mi ha colpito del suo intervento, così come mi colpisce spessissimo ascoltando le parole di altre personalità di sinistra, ossia il fatto che in quest’epoca l’analisi, il ragionamento, il tentativo di rispondere in maniera più o meno articolata e complessa a questioni che a loro volta sono sicuramente articolate e complesse, non paga. Non è vincente, e soprattutto non è convincente. Non sto dicendo che occorra parlare esclusivamente alla pancia,  a suon di slogan, cosa che peraltro riesce molto meglio a destra. Dico che però, probabilmente, senza rinunciare alla fatica dell’analisi, della comprensione, occorre semplificare le questioni, i ragionamenti, e soprattutto provare a dare messaggi più diretti.

Euro si/Euro no.

Europa si/Europa no.

Patrimoniale si/patrimoniale no.

Diritto alla casa si/diritto alla casa no.

Diritti per tutti si/diritti per tutti no.

Sanità pubblica si/Sanità pubblica no.

Investimenti pubblici si/investimenti pubblici no.

Immigrazione si/immigrazione no.

Tutela dell’ambiente si/tutela dell’ambiente no.

Precarietà del lavoro si/precarietà del lavoro no.

Sono 10 questioni, se ne possono aggiungere altre.

Potrebbero, dovrebbero essere i temi sui quali qualsiasi forza di sinistra pronuncia parole chiare, con forza e convinzione, e le ripete fino allo sfinimento. Semplificando prima, per rendere chiari i concetti all’elettorato. Per definire il campo, la parte dalla quale si sta. E contestualmente però ri-complicare, ri-analizzare, scarnificare i problemi, trovare soluzioni. Per provare ad essere credibili prima e operativi dopo. 

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