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Gli autoconvocati del PD della provincia di Latina

Domani alle 17.30 ci si vede in federazione, via Napoleone Bonaparte 25, Latina. Questioni nazionali e questioni locali si intrecciano. Domani Napolitano darà l’incarico per formare il governo. Al solito non è questione di nomi ma di prospettiva. Personalmente resto contrarissimo a qualsiasi governissimo con il PDL, checchè abbia votato la Direzione Nazionale del PD che si è tenuta oggi. A pensare ai nomi dei possibili ministri “politici”, tra l’altro, mi vengono in mente solo scene da film horror/splatter. Il PD potrebbe dare l’appoggio esterno senza fornire ministri, quindi. Oppure potrebbe insistere nel provare ad allargare il più possibile la base parlamentare di un governo che nasce come governo del Presidente. E comunque la durata dovrà essere la minore possibile, Non succederà. Ma queste sono le proposte che formulerò domani. Oltre ad evidenziare la mancanza assoluta di condivisione delle scelte dei nostri parlamentari in una fase tanto delicata per la vita del Paese. Passando alle questioni provinciali, non c’è altra soluzione alle dimissioni immediate del segretario Enrico Forte e di tutto il gruppo dirigente. Perché incapaci di co-gestire il partito. Perché in questi anni il PD della provincia di Latina non è mai nato, squassato da un dualismo che provocato danni su danni, sconfitte su sconfitte, salvo consolidare il potere di chi continua a concepire il PD esclusivamente come una sua cosa personale. E perché non è possibile che la delicatissima fase congressuale che si aprirà a breve sia gestita da chi ha ridotto il PD in questo stato. Già ci sono i primi segnali di arroccamento, vorrà dire che andrà abbattuta la torre nella quale si sono rifugiati. A domani. Venite numerosi.

La preferenza!!!!

Giorni fa abbiamo lanciato l’appello affinchè gli elettori esprimano il voto di preferenza alle prossime elezioni amministrative. Cristiana ci dà la sua lista. Io aggiungo Fabrizio Porcari a Latina.

Latina al voto

Latina, nella storia italiana, ha un posto tutto suo. La fondazione della città da parte di Mussolini, la bonifica dell’agro pontino, gli emigrati dal Veneto. In estrema sintesi, una città da sempre considerata di destra, per motivi storici, sociali, culturali.  E quindi persa, da un punto di vista politico. Non è mai valsa la pena fare battaglie, a sinistra, per Latina. L’esito delle elezioni è sempre stato scontato.

Quest’anno, invece, è diverso. Forte delle divisioni della destra locale, che ha portato alla caduta della giunta Zaccheo, forse il centrosinistra ha, mai come questa volta, un’occasione storica. Claudio Moscardelli, superate (almeno per ora)  le polemiche, tutte interne al PD, che si sono consumate con la sfida delle elezioni primarie e del congresso provinciale, è riuscito a compattare il PD e il centrosinistra attorno alla sua persona. Certo, non si vince a Latina semplicemente con le persone, ma con un progetto per la città e soprattutto con un PD forte e autorevole. I presupposti per fare bene ci sono tutti, il PD presenta una squadra all’altezza ed ho avuto modo, in questi mesi, di conoscere persone davvero in gamba. Emilio Ciarlo, Andrea Giansanti, Nazzareno Ranaldi sono amici che spero vivamente possano sedere nel nuovo consiglio comunale. Senza nulla togliere agli altri, però, io tengo per Fabrizio.

Ad onore del vero, però, due note stonate ci sono. La prima è la limitata presenza di donne in lista (5 sono davvero pochine). La seconda, invece, è la candidatura di Roberto Cannizzaro, ex FI, e di Aristide Carnevale, padre di un ex consigliere UDC che ha avuto qualche guaio con la giustizia. Soprattutto quest’ultima, potevano risparmiarsela. Speriamo che gli elettori sappiano scegliere a chi dare la propria preferenza.