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La comunicazione ė tutto, veh?

E allora se questo è il pensiero del responsabile comunicazione del PD, immagino che sia il pensiero del PD.

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Quindi ne deduco due concetti.
Il primo: fai qualunque cosa, l’inciucio, il dalemone, la disparità di genere, la porcata, lammerda. È sufficiente fare qualcosa. Così potrai dire: fatto. E ‘sta cosa mi ricorda tragicamente qualcuno.

Il secondo: il Partito Democratico non serve ad una beneamata minchia.

Un cambio di passo nella realizzazione delle Grandi Opere

La rete di trasporti del Sud Italia ha delle carenze che conosciamo tutti. I motivi sono noti, e le conseguenze pure. In alcune regioni il diritto alla mobilità delle persone non sembra essere garantito, così come la possibilità di poter far viaggiare le merci con modalità e tempi degni di un paese civile. Così, quando giunge la notizia di nuovi investimenti nelle regioni meridionali, non si può che rallegrarsene.

Nei giorni scorsi Francesco ci ha parlato del treno del cambiamento, ossia della linea Napoli-Bari-Lecce-Taranto che, grazie a nuovi finanziamenti che si aggiungono a quelli già previsti, consentirà di avvicinare alcune delle più importanti città del Sud.

Personalmente sono contento soprattutto per il ruolo svolto dal Ministero della Coesione Territoriale, grazie al quale è stata possibile la firma del contratto istituzionale di sviluppo, uno strumento che, se adottato con efficacia, consentirà di semplificare l’iter amministrativo del progetto, di monitorare lo stato di avanzamento del contratto e di rendere disponibili ai cittadini i dati inerenti l’andamento della realizzazione delle opere.

Il mio auspicio è che l’attenzione posta dal Ministero della Coesione sui punti di rottura rispetto alle passate gestioni di opere del genere diventi patrimonio comune della Prossima Italia, perchè i tempi di realizzazione (programmati) per la realizzazione dell’intera opera sono talmente lunghi che può davvero accadere di tutto. Anche perchè non tutte le opere sono dotate della necessaria copertura finanziaria.

Vediamoli, quindi, tempi e costi. Che devono tenere conto della progettazione, delle Conferenze dei Servizi, della VIA, dell’espletamento delle gare di appalto, della realizzazione e del collaudo.

L’opera si compone sia di lavori civili (ossia gallerie, ponti, viadotti, sovrappassi, sottopassi, tombini, rilevati, trincee, stazioni, fermate) necessari per la realizzazione dei nuovi binari, sia di lavori tecnologici per dotare le linee esistenti, le stazioni e le fermate di moderni sistemi di comunicazione che consentano di velocizzare il transito dei convogli e di aumentare il numero dei transiti.

I lavori civili sono la parte predominante dell’opera e sono concentrati essenzialmente sulla realizzazione della nuova linea a doppio binario nelle seguenti tratte:

Variante Napoli-Cancello. Ad oggi è stato redatto il progetto preliminare, a valle della redazione del progetto definitivo si potrà bandire la gara per Appalto Integrato (chi vince la gara redice il progetto esecutivo e realizza l’opera). La spesa prevista è di 813 M€, totalmente finanziati. Fine intervento: 2022

Raddoppio Cancello-Frasso Telesino. Come sopra. La spesa prevista è pari a 730 M€, totalmente finanziati – Fine intervento: 2023

Raddoppio Frasso Telesino-Vitulano. Ad oggi deve ancora essere redatto il progetto preliminare. Sono stati stanziati 21 M€ per la progettazione preliminare e definitiva. I restanti 965 M€ sono da finanziare. Fine intervento: 2023?

Raddoppio Apice-Orsara. Ad oggi deve ancora essere redatto il progetto preliminare. Sono stati stanziati 57 M€ per la progettazione preliminare e definitiva. I restanti 2.619 M€ sono da finanziare. Fine intervento: 2023? Qui di punti interrogativi ce ne vogliono almeno tre, visto che in questa tratta è prevista le realizzazione di una galleria di 21 km, più lunga della galleria Vaglia della AV Firenze-Bologna, per dire. In un’area in cui le frane sono all’ordine del giorno.

Tratta Cervaro-Bovino. La tratta si compone di tre sottoprogetti: raddoppio Vitulano-Apice (già realizzata), raddoppio Cervaro-Bovino (in fase di realizzazione, stanziati 250 M€, fine prevista 2016) e raddoppio Bovino-Orsara (costo 300 M€ che però sono stati definanziati).

Altri consistenti stanziamenti sono stati previsti per la sistemazione del Nodo di Bari (640 M€, redatto ad oggi il progetto preliminare), per la realizzazione del raddoppio tra Bari S.Andrea e Bitetto (219 M€, in fase di redazione il progetto esecutivo da parte dell’Appaltatore che si è aggiudicato l’Appalto Integrato), l’ammodernamento della linea Potenza-Foggia (per la quale non è stato ancora redatto il progetto preliminare e i finanziamenti, 200 M€ ci sono ma non ci sono), mentre gli stanziamenti per interventi tecnologici sono pari a circa 400 M€.

In sostanza, tanta carne al fuoco, una parte delle opere che necessitano di un ulteriore sforzo per il reperimento dei finanziamenti e buone intenzioni che dovranno scontrarsi con una realtà che, oggi, dice tutt’altro. La logica del massimo ribasso porta le imprese esecutrici a praticare dei prezzi incredibilmente bassi, che si riverberano negativamente sulla qualità delle opere e sulla sicurezza. Il loro margine è talmente esiguo che basta poco per mettere in crisi un appalto, e ciò diventa drammaticamente vero quando i pagamenti avvengono in ritardo. Nel campo dei lavori pubblici, allo stato attuale, le rescissioni contrattuali sono all’ordine del giorno e anche opere definite strategiche rischiano di vedere la loro definitiva realizzazione nella notte dei tempi. In più metteteci il contenzioso con gli appaltatori, le varianti in corso d’opera, gli errori progettuali, il potere di interdizione degli Enti Locali e allora è facile rendersi conto che, se davvero non si cambia registro, le cose rischiano di essere molto più complicate rispetto a quanto stabilito nel contratto istituzionale.

E poi lo chiameremo BC anziché PD

Il dibattito sulla lista civica nazionale si fa sempre più animato. Ne parlano Francesco e Pippo, per citarne due a caso. Personalmente ritengo che il PD dovrebbe essere di per sè una lista civica, nel senso che dovrebbe aprirsi senza paure alla contaminazione da parte della società civilissima e accogliere nelle proprie liste tutte quelle persone che vorrebbero, invece, dar vita alla lista civica nazionale. Selezionando donne e uomini con le primarie. Del resto, non ci hanno raccontato che il PD è nato per questo? Che senso avrebbe raggruppare la società da una parte e i politici dall’altra? Tra l’altro, una operazione del genere rischierebbe di ridimensionare il PD e di parecchio, visto l’appeal attuale dei partiti politici. A meno che i soliti noti non vogliano rimanere a fare i galli n’copp’ a munnezza nella Bad-Company. Una tristezza infinita. Non mi sfugge, poi, che il Gruppo Editoriale L’Espresso abbia fatto politica, a suo modo, negli ultimi anni. Certamente nel Paese, meno nelle istituzioni. E in maniera positiva, aggiungo. Ma sostituire un editore con un altro, al Governo del Paese, mi sembra eccessivo.

O si fa la storia o si muore

Francesco, oggi:

Paradossalmente il PD, che resta l’unico partito tradizionale credibile, ha il pallino in mano. Deve decidere cosa fare, e farlo subito. Se resta immobile, crogiolandosi sull’esistente, verrà travolto. Se invece assumerà su di sè la responsabilità di essere il partito società, portatore sano degli interessi larghi del Paese, se lancerà la sfida di una nuova legge elettorale, se convocherà le primarie per scegliere il Premier e i parlamentari della prossima legislatura, aprendosi davvero allo società e a tutto quello che si è mosso in questi anni, e se dunque candiderà a guidare il partito e quindi il Paese una nuova generazione di dirigente, scelti per merito e non per fedeltà alla linea, allora il PD vincerà le prossime elezioni. E salveremo il Paese dal baratro, e con esso anche l’Europa.

È un compito storico. Non possiamo fallire. Dobbiamo essere all’altezza della richiesta fortissima di cambiamento. E chi ha la responsabilità di guidare il PD in questo momento, deve sentire su di sè tutto il peso di questa delicatissima fase politica.

Promesse da marinaio

Spero di no. Però, alla faccia del centralismo democratico, dopo che Bersani aveva preso, nel corso dell’ultima Assemblea Nazionale un impegno solenne (tanto da evitare un voto) sulle primarie per la scelta dei Parlamentari a Porcellum vigente, ecco che iniziano i primi distinguo. Secondo me si mette male.

Pro memoria

Perchè non si può mai sapere cosa ci riserva il futuro. E magari un giorno potrà essere utile, tirare fuori ‘sta foto. Chi può dirlo.

Lavoro, lavoro ed ancora lavoro

“Agostino è stato licenziato per un piatto di maccheroni da super manager dei due mondi che guadagnano 500 o 1000 volte più di un loro dipendente.” 

Agostino non c’è più.

Un grazie grande come una casa a Francesco, che ci ricorda i drammi legati al lavoro e alla dignità degli uomini. Ferita, mortificata, lesa ogni giorno dalle leggi del mercato e da falsi salvatori della patria.

 

Time is on their side

Bella giornata, ieri, ad Acquapendente. Mi piace rigenerarmi stando insieme a persone con le quali condivido la medesima idea del PD, dopo discussioni con compagni di viaggio che, pur legittimamente, mi sembra abbiano una visione del Partito Democratico, e della politica in generale, anacronistica e perdente. Come tutte le cose belle, però, c’è spesso un però. Non so spiegarlo, ma mi rimane sempre un pò di amaro in bocca. Forse è la mia maledetta fretta di vederlo cambiare un pò più in fretta, ‘sto PD. Di vedere risolte un bel pò di contraddizioni. Di vedere rispettate le regole che ci siamo dati. Non sposo l’analisi di Luca Sofri che, in soldoni, ci dice che in questi ultimi anni ci siamo quasi esclusivamente parlati addosso e che ritiene la politica uno strumento inadatto ad realizzare il cambiamento.  Però lascio sempre questi incontri con un senso di irrisolto. Milano, Albinea 1, Torino, Firenze, Roma, Napoli. Sarà che penso davvero che il tempo Ivan, di Pippo, di Marco, di Cristiana, di Nicola, di Ilda, di Francesco, di una intera generazione (facciamo un paio) debba essere questo e solo questo. E che non si può più aspettare. Non si deve più aspettare. Sarà per questo.

Mi astengo. Anzi no

Non ce la faccio a commentare le ultime sparate di B. Ieri sera ho provato a guardare Porta a Porta, un paio di vaffa e ho cambiato canale (però mi sono perso Pippo!). Meno male che iniziano a rompersi anche i suoi elettori. Preferisco pensare a Fincantieri, ai suoi lavoratori e al dramma che vivono, di fronte al quale l’unica risposta che si dà è chiedere l’intervento dell’esercito.  Preferisco pensare ai braccialetti applicati ai venditori ambulanti a Roma, Città Chiusa da quando c’è Aledanno. Preferisco pensare alla liberazione di Milano e alla nuova primavera di Napoli.