Totonomi? No, totometodo

Il tempo passa, ma non per tutti. Il tempo della politica corre, e negli ultimi mesi alquanto rapidamente, direi. Ma non per tutti. Anzi, per certi versi sembra essersi fermato a sette o quattordici anni fa. E così, al netto delle ricostruzioni giornalistiche (che ricamano sulle notizie, ma partendo quasi sempre da un pezzo di realtà), ci tocca assistere al totonomi sulla presidenza della repubblica. Io più che un totonomi farei un totometodo. Quello “inciucista” (fatemi semplificare) che dovrebbe consentire di eleggere un presidente gradito anche al centrodestra che così consentirebbe (quanti condizionali eh?) a Bersani di ottenere un incarico pieno per provare a formare il governo. Quello “superinciucista”, con il quale si darebbe addirittura la prima carica dello stato ad uomo di centrodestra, perché ci sono fior di statisti autonomi, moderati e rispettosi delle istituzioni, da quelle parti. Sempre per consentire di formare un governissimissimo per provare a fare tutto quello che non si è mai riusciti a fare (e il risultato sarebbe di continuare a non fare un cazzo). E infine il metodo “hoapertogliocchifinamente”, una replica del metodo Boldrini-Grasso. Trovare una persona che incarni la richiesta di cambiamento esplosa in faccia ai partiti “tradizionali” con le ultimissime (e non solo) elezioni, coinvolgendo anche M5S. ricordando che per essere un presidente super partes non occorre essere votato all’unanimità da tutti i grandi elettori.

Dopodiché, siccome il totonomi impazza, voglio cimentarmi nel non-totonomi. Ossia nominare chi NON deve essere eletto a capo dello stato, il prossimo 18 aprile. Massimo D’Alema, Gianni Letta, Franco Marini, Pierluigi Castagnetti, Anna Finocchiaro, Beppe Pisanu, Luciano Violante. Contenti?

Loading Facebook Comments ...

Rispondi