Turismo a Minturno

Pubblico nuovamente le mie idee sul turismo a Minturno, comunicate due mesi or sono ai componenti del circolo e agli amici presenti nell’amministrazione comunale. Almeno ne rimarrà traccia. Buona lettura.

La stagione estiva è praticamente alle porte. Abbiamo tutti ben presente quale siano i livelli di domanda e offerta turistica che il nostro comune ha a disposizione. Sono anni che la situazione si trascina immutata, tra lamentele per l’ordine pubblico, per la pulizia del mare e delle spiagge, per la mancanza di servizi adeguati ad accogliere in maniera dignitosa le persone che affollano Minturno e soprattutto le frazioni marinare. Personalmente intravedo il rischio di veder iniziare, a breve, una nuova stagione turistica in continuità con le stagioni passate, ragione per cui vi sottopongo alcune mie idee, sulle quali spero che il PD e i nostri rappresentanti nelle Istituzioni vogliano aprire un confronto. La prima cosa che mi chiedo e che vi chiedo, vista l’assoluta predominanza della locazione di immobili quale forma di soggiorno per i villeggianti, è se il Comune sappia con esattezza quanti siano gli immobili sfitti. Nel caso in cui non si disponesse di tale dato, potrebbe essere significativo dare il via ad un censimento a tappeto. Visto che, presumibilmente, molti appartamenti non sarebbero da considerare abitazione principale, si potrebbe portare una discreta quantità di denaro nelle casse comunali grazie all’ICI, immaginando che, allo stato attuale, sia sottratta alla fiscalità locale una buona parte dei potenziali introiti. Sapere con esattezza la disponibilità di immobili da affittare porterebbe anche ad una maggiore facilità nei controlli sugli affitti in nero, che credo siano la stragrande maggioranza. Costituisce, questo, un fenomeno sul quale un’amministrazione seria non dovrebbe fare sconti, a costo di scontrarsi con gli interessi di una parte della cittadinanza che fa del sommerso una delle principali fonti di reddito. Potrebbe essere utile lanciare una campagna di sensibilizzazione istituzionale del tipo: CHI AFFITTA IN NERO FREGA TUTTI, associata ad una differenziazione e alleggerimento delle tariffe ICI in base alla tipologia di contratto di locazione stipulato (annuale piutosto che “stagionale”, perdonatemi l’inesattezza dei termini tecnici). Conosciuta la situazione dgli immobili, il Comune avrebbe a disposizione anche una mappa sulla qualità delle abitazioni. Si dovrebbe infatti richiedere a ciascuno l’idoneità alloggiativa, così da sapere innanzitutto in quali condizioni versa l’immobile, in secondo luogo quante persone possono essere ospitate, di modo che possano poi essere effettuati i controlli di rito ed eventualmente sanzionare chi non rispetta le regole. Diciamo che il comune potrebbe mettere un “bollino di qualità” sulle case da affittare, magari mediante l’istituzione di una commissione che, sulla base di canoni prestabiliti, valuti la condizione degli immobili (distanza dal mare, qualità degli arredi. etc…) e ne fissi un prezzo minimo/massimo. Questo set di case potrebbe essere inserito in un circuito “istituzionale” (tipo un’agenzia immobiliare “comunale”), con la garanzia, per il villeggiante, di avere case decenti a prezzi giusti, e per chi affitta di entrare in un circuito di legalità al quale corrispondono sgravi fiscali (per la parte competente il comune) e priorità nel trovare clienti. Appunto, come trovare i clienti? Il comune, con la proloco e l’azienda autonoma del turismo, dovrebbero avviare un progetto, d’intesa con l’assessorato provinciale e regionale al turismo e con il ministero, con il fine di stipulare accordi con altri comuni italiani e città straniere. SI potrebbe così ottenere un duplice vantaggio: da un alto differenziare la provenienza dei turisti, dall’altra aumentare il periodo turistico da maggio fino a ottobre (stranieri del nord o dell’est europa). Chi sceglierà di non entrare a far parte del circuito comunale, potrà ancora ffittare la sua casa, ma senza sgravi fiscali e sconti ICI e con la certezza di controlli da parte del comune. Un altro canale da sviluppare potrebbe essere quello dei bed and breakfast e delle pensioni a conduzione familiare. Anche in questo caso le attività, “certificate” dal comune, potrebbero essere inserite in un circuito istituzionale come per gli alloggi e godere quindi di canali privilegiati per la ricerca di clienti nonché di incentivi economici e sgravi fiscali. Le pensioni dovrebbero offrire, obbligatoriamente, la pensione completa o la mezza pensione, in convenzione con ristoranti del posto. Potrebbero così nascere nuovi esercizi commerciali di ristorazione che, con quelli esistenti, potrebbero avere una maggiore clientela anche in mezzo alla settimana o in periodi relativamente “morti”. Il tutto sempre con l’assenso del comune, che con il suo bollino di qualità si farebbe garante della bontà dei serivizi offerti. Non cibo scadente, ma prodotti locali e ricette locali. Preparate senza avvelenare nessuno, come avviene adesso se mangi su qualche lido. Logicamente andrebbero coinvolti anche gli stabilimenti balneari. Chi entra nel circuito avrà una parte della clientela che gli verrà dagli appartamenti o dalle pension i o dai BB del circuito stesso, a patto però che si offrano prezzi agevolati, un servizio migliore e che non ci sia lavoro nero per bagnini, assistenti spiaggia, baristi, camerieri. Servizio migliore significa ombrelloni più distanti, servizio di baby sitting, biblioteca in spiaggia. Al solito, chi entra nel circuito gode di benefici fiscali, e magari guadagna di più, perchè ci sono meno ombrelloni, ma il coefficiente di riempimento è più alto. Infine, i giornalieri. Penso a quelli che vengono in autobus da maddaloni, benevento, san felice, caserta. Anche per loro si potrebbe pensare di prendere contatti con i comuni provenienza e offrire loro un pacchetto giornaliero con gli stabilimenti convenzionati. Pranzo incluso. Così magari non vanno alla spiaggia libera e l’economia gira un pò di più. Passiamo ai parcheggi. Personalmente sogno un comune SOES free, ma, appunto, è un sogno. Trovo però davvero eccessivo pagare il parcheggio durante il periodo invernale per i non residenti. E trovo eccessivo che i residenti debbano pagare per il bollino. Io renderei gratis il bollino per i residenti tutto l’anno, almeno per la prima autovettura, e farei pagare i non residenti dal 1° maggio al 31 ottobre. I giornalieri continueranno a pagare come adesso. Chi affitta casa, o va in albergo, o in pensione, o in BB, avrà un abbonamento agevolato per il periodo del soggiorno, limitando eventualmente la possibilità di parcheggiare a qualche strada intorno all’alloggio. Altrimenti si potrà parcheggiare, godendo dell’abbonamento agevolato, al campo sportivo, opportunamente allestito all’uopo e custodito. Le giostre si possono mettere, come già accade, sul retro. Si va a piedi. Se sposti la macchina dalla zona concordata, allora si paga come tutti.i non residenti. Credo che i mancati introiti del parcheggio potrebbero essere tranquillamente compensati dall’emersione del nero. Per quanto rigurarda l’apertura di pensioni e BB, ovviamente si possono coinvolgere anche le frazioni collinari, incentivando, da parte del comune, la ristrutturazione di edifici del centro storico. Le frazioni si prestano ad un turismo più rilassato, e potrebbero essere la base di partenza per escursioni a montecassino, napoli, caserta, ciociaria, roma. Anche nel restante periodo dell’anno. Pacchetti turistici da vendere all’estero. Prendendo accordi con gli enti turistici delle città estere. Nei paesi nordici e dell’est europa. In russia, cina, giappone. Di pari passo il comune dovrebbe farsi parte diligente nell’organizzazione di spettacoli di qualità nelle piazze di tutte le frazioni (non si può vivere solo di giggione, toni tammaro e teatro romano!), rassegne cinematografiche, mostre d’arte, festival musicali. Insomma, passare da un turismo di quantità ad un turismo di qualità, fondato su un patto con i cittadini: il comune vi aiuta, vi mette a disposizione risorse e mezzi organizzativi, voi ci mettete l’onestà e la voglia di migliorare l’offerta. Spero si possa discutere serenamente di queste mie proposte, con la consapevolezza che amministrare un comune che soffre di anni di incuria e mancanza di programmazione presuppone scelte coraggiose e non il mantenimento dello status quo, anche a costo di toccare interessi economici che però non hanno portato al benessere dell’intera comunità.

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Un pensiero su “Turismo a Minturno

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