Una palpitazione, ma tenue

Certo è strano che mi sia imbattuto in questa intervista proprio la sera nella quale hanno eletto il nuovo papa. E certo è strano, per me, provare a commentare le scelte di Giovanni Lindo Ferretti. Un mio “idolo” che si è bruciato, ma dopotutto lui ne è contanto, e quindi va bene così. E poi da Ferretti puoi aspettarti di tutto, così non rimasi sorpreso più di tanto quando, qualche anno fa, dichiarò di votare per il PDL perchè difendevano la vita. E per lui che nel frattempo era “diventato” un integralista cattolico (sono nato cattolico e grazie a berlusconi sono tornato alla casa madre, mi sembra che disse una cosa del genere) tanto bastava. Sì, l’ho vissuto come un tradimento, ma ho rinunciato a capire più di quanto occorresse. Non sono più riuscito a sentirle, quelle canzoni. Pensavo alle bevute con gli amici Paolo, Sergio, Gianluca la suono di Valium Tavor Serenase, alla poesia di Annarella, alla guerra nella ex-Jugoslavia, a Fenoglio, alla Mongolia e mi assaliva questa palpitazione, tenue, che mi impediva di premere il tasto play. Domani, chissà.

 

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