Una storia di ordinaria ferocia

Un'altra storia di solidarietà in salsa leghista ci arriva da Fossalta di Piave.

In sintesi, cosa accade: una bambina di origine africana, proveniente da una famiglia di immigrati che vive nel paese del veneziano, riesce ad entrare nella scuola d'infanzia "Il Flauto Magico".

A causa di sopravvenute difficoltà economiche, la famiglia non riesce a pagare la retta per la mensa, pari a 50 € al mese.

I servizi sociali del Comune dichiarano di non poter far nulla.

E così ci pensano le maestre che rinunciano, ciascuna per un giorno alla settimana, al proprio pasto per cederlo alla piccola.

Ma su segnalazione della direttrice e dei servizi sociali stessi, interviene il sindaco Leghista, tale Massimo Sensini, che scrive alle maestre:
“Si sottolinea che il personale della scuola non può cedere il proprio pasto senza incorrere in un danno erariale per il comune di Fossalta di Piave”. 
 “Se questo atteggiamento si ripeterà le responsabili saranno denunciate al provveditorato"

Si dichiara concorde la direttrice Simonetta Murri:
“Se lei ha una casa del comune non la può subaffittare a dei terzi, capisce? E’ un reato. Se lei ha diritto ad un pasto della mensa non lo può dare a chi passa".

Certo, a chi passa.

Leggiamo dall'articolo che la bimba è costretta a saltare il tempo pieno e a separarsi dai suoi compagni di scuola. La mamma fa quel che le è stato detto e, due giorni fa, la bimba scoppia a piangere in classe quando la madre la prende per portarla a casa.

Io dico che questi non sono amministratori, non sono pubblici funzionari. Sono bestie.
 

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