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W il Porcellum!

Un pensiero delle due di notte. Ma con lo schifo che si sente sulla legge elettorale, a ‘sto punto non è meglio tenersi il Porcellum? Le liste sono bloccate, direte voi. E allora il PD scelga di fare le primarie per i parlamentari. Subito. Così la lista bloccata la scelgono i cittadini. E si mette fine alla manfrina della legge elettorale che dura pure da troppo tempo.

p.s. ‘sta cosa l’ha pensata pure Pepecchio

Porcellum, maialinum, macellum, bersanellum. In sintesi, schifìum.

Della riforma-truffa della legge elettorale ne parla anche Pippo, qui.

Dal conflitto d’interessi, insomma, siamo passati alla convergenza di interessi. Ne beneficiano tutti: quelli in crisi di consenso (come Alfano), quelli dalla coalizione perennemente incerta (Bersani), quelli che si ritroveranno con pochi voti, come al solito, ma nelle condizioni di determinare gli equilibri del nuovo governo e di prendersi tutto il cucuzzaro (Casini).

Del resto, il ritorno in grande stile dei personaggi che hanno calcato le scene in questi anni, in tutti gli spazi disponibili, ci dice anche che nessuno crede a una legislatura di rigenerazione, ma piuttosto a una legislatura che si regga sul patto tra forze politiche già esistenti (e i loro attuali rappresentanti).

Perché siamo tornati indietro di vent’anni, è chiaro?

Quindi, niente più bipolarismo, niente revisione sostanziale del bicameralismo (si parla di un pasticciatissimo «bicameralismo eventuale»). Però i partiti potranno indicare sulla scheda il nome del candidato premier. Salvo poi sceglierne un altro, se nessuno dei partiti dovesse avere la maggioranza.

E pensare che il Pd era nato per un bipolarismo forte (addirittura un bipartitismo, in una prima fase), che non ci piaceva più l’indicazione del premier sul simbolo, che tenevamo moltissimo alla governabilità e che soprattutto volevamo offrire ai cittadini impegni chiari, nitidi e inequivocabili prima delle elezioni (non gli accordi di Palazzo dopo le consultazioni). E per quanto riguarda la nostra famosa linea, si rileva che in due anni siamo passati dall’uninominale a doppio turno, al modello ungherese, a quasi sostenere (ma senza troppa convinzione) il ritorno al Mattarellum e, infine, a un proporzionale leggermente corretto.

Quanto alle scelte dei cittadini rispetto ai loro rappresentanti, le liste saranno bloccate, e non ci saranno preferenze. Secondo voi, i candidati, chi li deciderà?

A sentire il Franceschini di ieri, e il suo violento attacco alle primarie per scegliere i parlamentari, saranno quelli come Franceschini.

Emicranium

Provate a leggere questo articolo apparso su Europa a firma di Caludio Petruccioli. Io non c’ho capito una mazza. E ditemi se il dibattito sulla legge elettorale può ridursi a calcoli matematici che garantiscano il culo a questo o a quel partito, o coalizione. Anni fa si diceva: eleggiamo il Sindaco d’Italia! Quando molti erano d’accordo sul fatto che il sistema a doppio turno potesse essere quello adatto per consolidare e salvaguardare il bipolarismo. Già, il bipolarismo. Una bestemmia, ai giorni d’oggi.

Promesse da marinaio

Spero di no. Però, alla faccia del centralismo democratico, dopo che Bersani aveva preso, nel corso dell’ultima Assemblea Nazionale un impegno solenne (tanto da evitare un voto) sulle primarie per la scelta dei Parlamentari a Porcellum vigente, ecco che iniziano i primi distinguo. Secondo me si mette male.

Rilanciare (per non morire)

Il gioco è troppo, troppo sgamato. Si punta al fallimento del congresso del PD Lazio per mettere in discussione le primarie tout-court (e per lasciare tutto com’è, nel Lazio). La decisione della Consulta (legittima, aggiungo, pur avendo auspicato un esito differente) sui referendum offre una sponda eccezionale a chi vuole cambiare il sistema elettorale secondo le esigenze dei partiti e senza ascoltare la voce di quel milioneduecentomila cittadini che hanno sottoscritto i quesiti per l’abolizione del porcellum.Al di là di chi sbraita, il sistema politico che si chiude a riccio e salva Cosentino è pronto anche al colpo di mano sulla legge elettorale e qualcuno ne approfitterà per affossare le primarie. E allora occorre rilanciare e insistere. Primarie sempre. Primarie ovunque. Per Camera, Senato, Comune, Regione, Partito. Sempre.

Prima gli elettori, ora più che mai.

 

Occhio agli invisibili. #OccupyPD

È comprensibile che questo nuovo referendum elettorale, spinto da quello dello scorso giugno, susciti grande apprensione tra chi teme una svolta definitiva. Oltre il berlusconismo. Ma anche oltre l’antiberlusconismo. Perché decreterebbe la crisi definitiva della leadership del governo di centrodestra. Ma metterebbe in discussione anche quella dell’opposizione di centrosinistra. In particolare, nel Pd, dove Pippo Civati, una settimana fa, e soprattutto Matteo Renzi, ieri, hanno apertamente contestato le “vecchie burocrazie di partito”. D’altronde, il gruppo dirigente del Pd, verso i referendum di giugno, ha espresso un sostegno tardivo. Quasi fuori tempo massimo. Mentre verso il Porcellum ha manifestato un orientamento diffidente e reticente. In contrasto con l’atteggiamento convinto dei militanti e degli elettori. Ma c’è da dubitare che il Pd possa battere Berlusconi e il centrodestra conducendo la sua lotta asserragliato nelle aule del Palazzo. Scommettendo sul passaggio da uno schieramento all’altro di parlamentari (sedicenti) “responsabili”. Piuttosto che puntare sulla “sfiducia” del Parlamento è meglio investire sulla “fiducia” nella società. E nel movimento “invisibile” che, quando ne ha l’occasione, come in questi referendum, non esita a mobilitarsi. A diventare “visibile”.

 Ilvo Diamanti, oggi su La Repubblica, a proposito di referendum elettorale. #OccupyPD.

Sceneggiate

È uno spettacolo sinceramente triste vedere Calearo e Scilipoti impallinarsi a vicenda.

Errori su errori, a partire da Veltroni e Di Pietro. Solo con il Porcellum potevano stare in Parlamento, ‘sti personaggi.  Mai più, grazie. Abbiamo già dato. Firmiamo per il referendum.

Come ammazzare il Porcellum

Un notaio, una penna e la Prossima Italia, ecco come ammazzare il Porcellum in un colpo solo. Al via il settembre referendario.

Prossima Italia si unisce a una campagna referendaria difficile e al cardiopalma per abbattere la legge porcata.
E’ arrivato il momento di dare una mano come si può e con tutta la forza che si è in grado di mettere in campo per impedire che anche al prossimo giro 946 parlamentari siano nominati dai Partiti.
Il referendum resta l’unica strada ormai percorribile dopo che tutte le altre si sono dimostrate essere vicoli ciechi.
L’11 luglio scorso, il comitato referendario (FirmoVotoScelgo) ha presentato in Corte di Cassazione due richieste di referendum abrogativo che hanno per oggetto la disciplina vigente per l’elezione dei due rami del Parlamento, come modificata dalla legge 21 dicembre 2005, n.270.
Entrambi tendono ad abrogare la legge Calderoli.

Lo stesso Romano Prodi firmerà a Bologna perché bisogna ridare la possibilità ai cittadini di contare non solo nella vita quotidiana dei partiti, ma soprattutto quando si vota, perché è in quel preciso istante che si esprime la loro forza.
E’ questo che fa della legge elettorale un tema nient’affatto lontano dalle nostre vite ma che sta a cuore a un’Italia che vuole decidere per il proprio futuro.

La massima influenza dei cittadini si ha con la presenza dei sistemi uninominali di collegio.
Per Prossima Italia è l’occasione giusta anche per parlare a gran voce non solo del ritorno ai collegi uninominali ma anche di primarie dei parlamentari.

Partecipare significa anche unire e rafforzare le persone che fanno parte di questa rete.

Il settembre referendario di Prossima Italia
Pensiamo ad una raccolta firme in tutto il Paese a partire dal fine settimana del 10 ed 11 settembre prossimi, ognuno come  può (e dove può) fino al fine settimana seguente (17 e 18 settembre),  tenendo presente che le firme vanno rispedite a Roma con i certificati elettorali entro il 20 del mese. Nell’occasione del 10 ed 11 le firme verranno raccolte anche a Roma in occasione della Manifestazione del Popolo Viola “ Piazza Pulita”.

Pippo Civati a sua volta si metterà in viaggio con un notaio e raccoglierà le firme, con tutti noi.

Come partecipare e raccogliere le firme.
Chiunque sia intenzionato a fare una raccolta firme nel proprio Comune può scrivere a prossimaitalia@gmail.com, o telefonare al numero 331-3005081. Chi ci contatterà da città in cui già si stanno organizzando gruppi locali di Prossima Italia sarà messo in contatto con questi ultimi; a tutti gli altri daremo indicazioni, per l’organizzazione della raccolta, a proposito dei tempi tecnici per la vidimazione, per richiedere i permessi e per trovare un autenticatore delle firme.

Il nostro compito è quello di aiutare a raggiungere l’obiettivo delle 500.000 firme associando alla raccolta l’adesione alla campagna di Prossima Italia per le primarie dei parlamentari.

Proviamoci, in fondo è quello che Prossima Italia chiede da mesi : una firma può essere il primo passo per aprire le porte del palazzo e far entrare aria pulita.