Bilancio a metà strada

Un piccolo bilancio dei primi giorni di "campagna elettorale" in vista del congresso provinciale del PD di Latina.
Ho iniziato questa avventura da poche settimane, ho contattato via e-mail o telefonicamente persone che nemmeno conoscevo e che hanno deciso di darmi una mano.
Metodo FitzGibbon.
MoveOn in salsa Traettese.
Sto ricevendo consensi e critiche, com'è giusto che sia quando ci si mette in gioco con determinazione e trasparenza.
In alcuni casi, però, il plauso per il coraggio con il quale abbiamo deciso di concorrere alla segreteria  provinciale del PD non si trasforma in un appoggio diretto alla nostra "mozione". Nella quasi totalità dei circoli la stratificazione della contrapposizione tra ex DS ed ex Margherita è tale da non consentire defezioni. Una chiamata alle armi che non prevede la possibilità di schierarsi apertamente per chi vorrebbe che il PD facesse uno scatto d'orgoglio per uscire, finalmente, dallo stallo nel quale si è cacciato con le sue stesse mani.
Allora mi chiedo e chiedo ai miei compagni di partito: ma il PD è nato per questo?
La fusione tra il riformismo socialdemocratico post-comunista e il cattolicesimo democratico è stata pensata per contare le tessere in occasione dei congressi? Oppure il PD è nato per indicare il percorso lungo il quale possa evolvere la società italiana negli anni a venire?  Welfare, previdenza, diritti civili, precarieto, immigrazione, energia, scuola, sapere, ricerca, università, mobilità. Legalità. Sobrietà. Sono parole che dobbiamo riempire di nuovi significati e di progetti che segnino una disconuità con l'attendismo (e a volte l'immobilismo) che ha contraddistinto la nostra storia recente. Significati e progetti nei quali riconoscerci tutti, se davvero vogliamo offrire un futuro dignitoso alle nuove generazioni, ai nostri figli, ai nostri nipoti.
E mi fanno tristezza i giovani che hanno già assorbito la mentalità perversa di quei dirigenti che riducono il dibattito congressuale ad una conta delle tessere. Loro, che dovrebbero invece chiedere conto alle teste pensanti del nostro partito del perchè siano passati gli anni, ma le contrapposizioni, i veti incrociati, le azioni e le conseguenti reazioni siano sempre le stesse.
Ragazzi, ma se non ora, quando?

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