Il congresso della chiarezza

Beh, a leggere Pippo, oggi, sembrerebbe che il congresso del PD si avvicini. E in effetti sarebbe il caso di farlo prima, delle elezioni del 2013, e non dopo. Quantomeno se ne parlerà nella prossima direzione nazionale. Si porrà la questione della leadership, se non altro perchè come da Statuto il segretario del PD è anche il candidato premier del PD in eventuali primarie di coalizione.

Però il dibattito, se congresso sarà, non può incentrarsi esclusivamente sulla leadership. Ci vuole una proposta politica chiara, che prescinda da Pierfurbi Casini. Sì, sempre lui. E il ragionamento è semplice. Pierfurbi tiene sulla corda chi sta alla sua sinistra e chi sta alla sua destra. Forse perchè, in questa fase politica, le proposte che provengono dai due schieramenti non sono così distanti? E allora non è il momento di fare delle scelte di campo nette sul lavoro, sui diritti, sull’ambiente, sulla partecipazione, sui costi della politica, sui mandati elettorali, sull’economia, sull’Europa,  a prescindere da quello che dice, pensa, vuole Pierfurbi? In Francia Hollande e Sarkozy hanno presentato due “piattaforme” antitetiche, quasi un ritorno alle ideologie novecentesche. Chapeau. Vogliamo dimostrare, una buona volta, che il Paese è in grado di tirarsi fuori dal pantano del compromesso, del vorrei ma non posso, dell’ambiguità? Guardate che M5S è alle spalle, e il fiato ce l’abbiamo già sul collo, e rischiamo di perderla per sempre, quella parte del Paese che sta cercando disperatamente una rappresentanza politica. 

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