E la chiamano estate

Cosa sarebbe, l’estate, senza la politica? Immaginate le chiacchierate sotto l’ombrellone incentrate sul calcio, sul gossip vip o nip che sempre gossip è. Starlette, soubrette, panze, bikini, monokini. E poi la campagna acquisti, il fuorigioco, il dribbling, il sombrero, la rabona. Invece al tempo delle larghe intese abbiamo l’estate con il Parlamento che non chiude mai, con le polemiche infinite, con il-governo-cade-o-no. Ma provate ad immaginare che noia. Il Pd che fa quel che dice tenendo fede a quanto detto in campagna elettorale. I 101 che votano per Romano Prodi. Il PD alleato con Vendola e che insieme ai volenterosi del M5S  riesce a produrre qualcosa di positivo per il Paese su singoli punti programmatici, giusto il tempo di riportarci alle urne. Ammazza che palle se avessimo avuto già la nuova legge elettorale: discuteremmo di porchetta e non di porcellum. Pensate come ci saremmo sfranti sotto l’ombrellone con Berlusconi condannato in via definitiva dalla Cassazione che accetta serenamente il verdetto ed esce di scena consentendo al centrodestra italiano di maturare finalmente verso un partito di centrodestra europeo normale. Oppure Berlusconi che non lega i destini del Paese ai propri. Il PD che non ha dubbi se votare o meno per la decadenza di Berlusconi da Senatore. Il PD che non accetta nemmeno la vaghissima idea di poter discutere di una modifica alla legge Severino, perché di leggi ad-personam ce ne sono già state troppe. Il PD che non cerca di costruire una maggioranza alternativa andando a pescare tra le colombe del PDL. Immaginate che noia infinitamente grande e incommensurabile se i lungimirantissimi fuochisti del PD avessero previsto tutto questo. Pensate alle mazzate sulle palle se fosse già stata decisa la data del congresso del PD e si fosse iniziato a discutere di proposte e di idee per il futuro del Paese a cominciare dal mese di luglio. Troppo noioso, davvero, non avrei retto nemmeno io.

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