SEL è la pietra al collo della sinistra 

S’è capito, ormai. Il problema della sinistra italiana, a voler personalizzare, non è Civati. Né Fassina, o Landini. Ma ha un nome e cognome. 

Anzi, sigla. Acronimo. 

SEL. 

O anche Vendola, se vogliamo. E tutti quei dirigenti che non riescono a staccarsi dal cordone ombelicale del padre nobile. Nella migliore delle ipotesi. 

È del tutto evidente che SEL abbia esaurito la sua funzione storica, e da tempo ormai. Capisco che sia difficile rinunciare al governo, che so, della regione Lazio. Alcuni lo fanno. Altri no. Candidarsi in alternativa al PD e a Piero Fassino, a Torino, contemporaneamente partecipare alle primarie del centrosinistra a Milano, dove presumibilmente è destinato a vincere Sala (sempre che si facciano), genera smarrimento ulteriore in un popolo di sinistra che già ha preso le sue mazzate, negli ultimi anni. 

Basta ambiguità. Basta. O con il PD del ponte sullo stretto, della finta lotta all’evasione fiscale, del demansionamento dei lavoratori, oppure contro. Basta. 

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