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Fazzone sta sempre là

 

Si fa tanto parlare delle scelte del PDL di escludere Cosentino, Milanese, Dell’Utri, Papa. Io vorrei ricordare a tutti, e soprattutto agli elettori della provincia di Latina e del Sud Pontino, che al n° 3 delle liste del PDL al Senato, dopo B. e Gasparri (!) c’è Claudio Fazzone. Non c’è bisogno di spiegare chi sia Claudio Fazzone e cosa rappresenti nella nostra provincia. Il caso Fondi grida ancora vendetta, ancora di pochi giorni fa sono altri arresti di esponenti del clan dei casalesi che, insieme ad altri, hanno messo le mani sul MOF. E ricordiamoci sempre di ricordare di ringraziare Roberto Maroni, quello bravo, per aver salvato le chiappe all’amministrazione fondana e quindi a Fazzone stesso, mentre all’amico Bruno Fiore incendiavano la macchina e la giornalista Maria Sole Galeazzi veniva malmenata per le sue coraggiose inchieste giornalistiche. E ricordiamoci pure degli appoggi politici di cui ha goduto Fazzone in tutto il centrodestra, e di chi oggi vuole rifarsi una verginità, magari sotto l’ala protettrice del grande centro. Ricordiamo.

La differenza

Crisafulli e Papania e Caputo non si candidano. Cosentino e Dell’Utri si. Questa è la differenza tra noi e loro.

Rilanciare (per non morire)

Il gioco è troppo, troppo sgamato. Si punta al fallimento del congresso del PD Lazio per mettere in discussione le primarie tout-court (e per lasciare tutto com’è, nel Lazio). La decisione della Consulta (legittima, aggiungo, pur avendo auspicato un esito differente) sui referendum offre una sponda eccezionale a chi vuole cambiare il sistema elettorale secondo le esigenze dei partiti e senza ascoltare la voce di quel milioneduecentomila cittadini che hanno sottoscritto i quesiti per l’abolizione del porcellum.Al di là di chi sbraita, il sistema politico che si chiude a riccio e salva Cosentino è pronto anche al colpo di mano sulla legge elettorale e qualcuno ne approfitterà per affossare le primarie. E allora occorre rilanciare e insistere. Primarie sempre. Primarie ovunque. Per Camera, Senato, Comune, Regione, Partito. Sempre.

Prima gli elettori, ora più che mai.